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“A tutti i giovani raccomando”, l’invito di Alda Merini agli studenti ad amare la cultura

Questa poesia di Alda Merini celebra la sacralità della scuola e dell'Università intesi come luoghi di incontro e condivisione di sapevi e di esperienze

Un invito ai giovani a vivere l’esistenza in maniera piena, a iniziare tra i banchi di scuola. E’ questo il consiglio rivolto dalla poetessa dei Navigli Alda Merini nella poesia “A tutti i giovani raccomando”, contenuta all’interno della raccolta di poesie “La vita facile“.

A tutti i giovani raccomando

A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni, non per costruivi tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana

Scuola e Università, luoghi sacri

Versi, quelli della Merini, che celebrano la sacralità di un luogo come quello della scuola inteso come luogo di incontro e condivisione di sapevi e di esperienze, a cui si è dovuto rinunciare a causa della pandemia rimpiazzandola con la didattica a distanza. Un luogo dove i professori insegnano quotidianamente il valore della cultura e l’amore per certe discipline, indirizzando gli studenti verso un futuro dove poter coltivare le proprie passioni e trasformarle in un mestiere, trovando il nostro posto nel mondo. Un luogo sacro come l’Università, luogo a cui purtroppo la stretta attualità ci rimanda ai tristi fatti accaduti in Russia, dove all’Università di Perm un ex studente in giurisprudenza ha aperto il fuoco all’interno dell’istituto uccidendo almeno otto persone e ferendone un’altra decina.

L’invito di Alda Merini

L’invito di Alda Merini in “A tutti i giovani raccomando” è chiaro: abbiate cura della cultura e di chi ha consacrato la sua vita alla crescita dell’umanità. L’amore per la cultura, sentimento che si trasmette da allievo a maestro, va coltivato con impegno e costanza, poiché ogni campo del sapere riflette delle parti del nostro mondo interiore. La poesia è un mondo in cui vale la pena vivere, in cui lo studio e la lettura equivale a coltivare l’umanità intera.
In La vita facile, opera postuma pubblicata nel 1996, Alda Merini riflette sulle scelte che l’hanno portata a dedicarsi alla poesia, un cammino che intraprese fin da giovane. Traspare un senso di malinconia che pervade ogni cosa, sia l’amore che la percezione del tempo, una malinconia che risente della malattia mentale e della sofferenza di una vita.

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