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“A mia madre”, la poesia di Edmondo De Amicis che celebra la mamma

L’8 maggio si celebra la Festa della Mamma. Per l’occasione, vi proponiamo “A mia madre”, una dolce poesia che celebra la figura materna.

L’8 maggio si festeggia una delle persone più importanti della nostra vita: la mamma, colei che ci ha tenuto con sé per nove mesi e accudito sin dal primo istante di vita con amore e pazienza. Per l’occasione, condividiamo con voi “A mia madre”, una poesia scritta da Edmondo De Amicis che in sole quattro strofe esprime la stima e l’affetto smisurato che prova un figlio nei confronti della madre. Un vero e proprio inno alla maternità.

A mia madre, la poesia che celebra la mamma

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant’anni e più la guardo
e più mi sembra bella.

Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d’Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
Vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei
Vorrei veder me vecchio e lei…
dal sacrificio mio ringiovanita!

Edmondo De Amicis

Edmondo De Amicis nacque a Oneglia, in Liguria, nel 1846. Terminati gli studi, intraprese la carriera militare come uffi ciale all’Accademia di Modena e partecipò alla Terza guerra d’indipendenza (1866). Inviato a Firenze come collaboratore della rivista “L’Italia militare”, conquistò una buona fama come giornalista. Nel 1871 lasciò l’esercito e si trasferì a Torino. Dopo la sua adesione al socialismo, nel 1891, accentuò l’impegno sociale, come emerge dalle sue opere di narrativa. Morì a Bordighera nel 1908.

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