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#Zerobullismo, il progetto per dire NO al cyberbullismo

È stata lanciata questa iniziativa durante la Digital Week contro il cyberbullismo. Il progetto è rivolto alle scuole, alle famiglie e alle aziende
#Zerobullismo, il progetto per dire NO al Cyberbullismo

MILANO – Dal 13 al 17 marzo si è tenuta a Milano la Digital Week, la settimana dedicata al mondo digitale e tecnologico, che quest’anno ha scelto come tema dominante l’Intelligenza urbana, in quanto la città si nutre, appunto, di tutte le forze, di tutte le diversità, delle interazioni tra gli individui e la comunità: c’è intelligenza laddove c’è didattica, educazione e formazione. Proprio all’interno di questo quadro viene lanciato, sabato 16, un’interessante progetto che guarda direttamente al mondo dell’informazione e dell’educazione. Si tratta di #Zerobullismo, l’iniziativa che coinvolge i giovani, le scuole e le aziende per contrastare il cyberbullismo.

Un problema da non sottovalutare

Il cyberbullismo è la qualsiasi forma di violenza, pressione, denigrazione attuata attraverso i canali social e internet in generale con l’obiettivo di isolare, denigrare e deridere una persona o un gruppo di persone. Mentre i bulli, presenti soprattutto nelle scuole, si riconoscono per delle caratteristiche in comune che vanno dalla rabbia, all’insicurezza, allo scarso interesse per la scuola, al cattivo rapporto con insegnanti e adulti, all’aggressività, il cyberbullo agisce nell’ombra, protetto dallo schermo del pc o del cellulare. Il cyberbullo non denigra o umilia solo durante le ore scolastiche, ma può farlo continuamente, durante l’intera giornata, protetto dall’anonimato e dalla distanza con le proprie vittime.
A proposito bisogna considerare la vicinanza e la familiarità dei giovani con il mondo di internet: le nuove generazioni, i cosiddetti nativi digitali, hanno sempre avuto uno stretto contatto con l’informatica e il digitale, ma questo deve essere accompagnato da una determinata educazione nell’utilizzarlo, andando a trattare i valori etici, del mondo dell’informazione e morali. Servirsi di internet e dei social non si limita solo a abilità tecniche: anche la nostra intelligenza deve parteciparvi e capire dove non soffermarsi, a cosa credere e cosa scartare a prescindere. I social sono un ottimo strumento per informarsi, mantenere legami con i propri amici etc, ma se non sono accompagnati dalla giusta attenzione e prudenza, diventano davvero un pericolo.

Il concorso

È per questo che nasce #Zerobullismo, il concorso promosso da ND Comunicazione, dallo studio legale DIKE, dalla onlus EveryChildismyChild, con il contributo dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Sostenitore del progetto è Paolo Picchio, il papà di Carolina, la ragazzina di 14 anni che nel 2013 si è tolta la vita dopo essere stata vittima di cyberbullismo. Paolo Picchio afferma che non servirebbe a nulla proibire internet ai nostri ragazzi, dato che il nostro universo ne è invaso, ma non bisogna lasciare i giovani sprovvisti di una giusta educazione a riguardo.
Ma in cosa consiste #Zerobullismo? Si rivolge a tutti i giovani della Generazione Zero, vale a dire a coloro che frequentano gli ultimi anni della Scuola elementare a coloro che studiano alle Superiori, chiedendo di creare un contenuto non a caso digitale che contenga un messaggio, una storia, contro il cyberbullismo. Si può ricorrere all’ambito artistico letterario, a quello audio-visuale e a quello musicale. Ma possono partecipare anche le scuole, le famiglie e le aziende interessate a sensibilizzare su una corretta navigazione nel web.
Per partecipare occorre inviare entro il 31 maggio il proprio elaborato a [email protected]: le storie più efficaci e più coerenti con il tema verranno premiate al Campus Party Italia di Milano tra il 24 e il 27 luglio.

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