Libri in aula

Vatileaks, richiesto un anno di carcere per Nuzzi. La solidarietà sui social

Lo scrittore Nuzzi risponde alla condanna di un anno di carcere da parte del Tribunale Vaticano con l'hashtag #assolvetenuzziefittipaldi per difendere la libertà di stampa
Il Vaticano processa i libri-inchiesta di Nuzzi e Fittipaldi

MILANO – “Si sono illegittimamente procurati e successivamente hanno rivelato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato”. Con questa accusa gli autori Gianluigi Nuzzi (“Via Crucis“) e Emiliano Fittipaldi (“Avarizia“) sono stati processati dai giudici pontifici per aver pubblicato libri che sarebbero frutto della sottrazione di documenti riservati. Notizia di questi giorni è la condanna del giornalista Nuzzi a 1 anno di carcere per concorso morale e assoluzione per Fittipaldi. Ripercorriamo insieme la storia dei libri che hanno spaventato il Vaticano.

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LIBERTA’ DI ESPRESSIONE – Il Consiglio Direttivo dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, confermando che le informazioni giornalistiche si devono ottenere in modo legale e legittimo, ha espresso le sue forti preoccupazioni per il fatto che vengono processati due giornalisti italiani in Vaticano. “Si ricorda che le varie dichiarazioni dei diritti dell’Uomo, come la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali contengono non solo la Libertà di Religione (articolo 9), spesso invocata dalla Chiesa Cattolica e dal Vaticano, ma anche la Libertà di Espressione (articolo 10). Il ruolo dei media e dei giornalisti è quello di rendere pubblico i problemi, per dare in questo modo un contributo al loro superamento. E preoccupante che l’esercizio della nostra professione venga considerato un delitto.”

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RIESUMIAMO IL MINCULPOP – Non si è fatta attendere anche la dichiarazione del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino, il quale ha provocatoriamente proposto di riesumare il MinCulPop. “I giornalisti non sono i custodi dei segreti. Né in Italia, né all’estero. Se accettiamo l’idea che non si debba ricercare la verità, indagando sui fatti e non sulle persone che ci forniscono le informazioni, possiamo chiedere che venga riesumato il Minculpop (la tentazione c’è, diffusa) con le sue “celebri” veline. Il problema è, deve essere, se quel che viene pubblicato è vero. Non un astruso dibattito sulla legittimità della fonte a darci gli elementi che pubblichiamo. Non ci sarebbe, in Italia, cronaca alcuna sulle inchieste giudiziarie, sul malaffare, sulla criminalità, sulla corruzione e così seguitando. Verità, interesse pubblico, pertinenza e continenza. Punto.”

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#NOINQUISIZIONE – Anche il mondo dei social si è mobilitato i nsegno di solidarietà per i due giornalisti-scrittori. Lo stesso Gianluigi Nuzzi sul suo blog ha lanciato l’hashtag #NoInquisizione. “Il Vaticano ha deciso di rinviarmi a giudizio e di sottopormi a processo. Il tutto per aver pubblicato un libro Via Crucis in cui rivelo molte cose scomode che riguardano la gestione del Vaticano. Non si tratta di illazioni, ma il tutto è supportato da documenti autentici. Proprio per questo verrò processato. Anziché punire i colpevoli dei misfatti vaticani, la Santa Sede ha deciso di colpire me e Emiliano Fittipaldi. Sembra che a nessuno interessi che ritorni una pericolosa “Nuova Inquisizione”. Se avete letto Via Crucis, scattatevi una foto con il libro e pubblicatela su Twitter con l’hashtag #NoInquisizione. Non è un gesto che è importante solo per me, ma per rivendicare il diritto di tutti a essere informati e di fare informazione. La gravità di questo episodio non va sottovalutata.”

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