Quando un sasso diventa uno smartphone

A volte basta un sasso a fare le veci di uno smartphone. Il giornalista Luca Pagliari racconta un episodio avvenuto durante il suo viaggio in Malawi
Quando un sasso diventa uno smartphone

Rivendendo le immagini del mio viaggio in Malawi ho ritrovato un video molto significativo. Una nostra breve sosta nei pressi di una scuola di campagna era coincisa con l’uscita dei bambini che ci hanno travolto con abbracci, schiamazzi e sorrisi. Una vera ondata di allegria contagiosa e commovente. Uno tra loro, sin dal primo momento ha deciso di riprendere per intero quella scena utilizzando con abilita uno smartphone. Immagini, foto, selfie e tutto il repertorio possibile e immaginabile offerto dalla tecnologia. Unico e significante dettaglio, quello smartphone altro non era che un semplice mattoncino di argilla rossa che lui usava come fosse un vero device.
Potere della fantasia che non conosce limiti. Gioia del gioco infinito, senza canone mensile, senza 4G e senza 4K.
La storia infinita che riempie mente e cuore di un bambino.
Sarebbe bello poter regalare anche ai nostri figli un sasso e dirgli “da oggi questo è il tuo telefono magico”.
Un sasso al posto dello smartphone per essere dentro il mondo e sognare, per stimolare quella immaginazione che sempre più spesso viene all’angolo, soffocata e mortificata da terribili App..
Non sono contro la tecnologia. Ci mancherebbe. Sono però a favore di tutto ciò che può arricchire la nostra mente.
Di quel sasso ne avremmo tutti un disperato bisogno. I nostri bambini in primis.

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