Il seme dell’odio, 16enne disabile aggredito a Milano

Un ragazzo disabile di 16 anni è stato picchiato senza alcun motivo. È questo il risultato dell'odio e della violenza che impregnano la nostra società
Il seme dell'odio, 16enne disabile aggredito a Milano

MILANO – A fine marzo un giovane sedicenne con problemi cognitivi è stato massacrato nel Parco Nord di Milano, senza alcun motivo, da un ragazzo di vent’anni. La vittima, dopo essere stato colpito ripetutamente con calci e pugni in faccia, riporta danni permanenti alla mandibola. Cosa ha spinto questo tremendo atto di violenza? L’odio, che è diventato il seme primordiale della nostra società.

Il caso

La giovane vittima di sedicenne si trova al Parco Nord di Milano ad ascoltare musica in tranquillità, seduto su una panchina. Per una frazione disgraziata di secondi il suo sguardo cade su un gruppetto poco distante da lui: ecco che uno dei ragazzi, un ventenne di Pavia, gli si avvicina e incomincia a picchiarlo ed ad aggredirlo, colpendolo ripetutamente al volto, mentre il sedicenne giaceva inerme a terra incapace di difendersi e molto spaventato. Due ragazzi del gruppo si sono avvicinati per fermare il pestaggio inutilmente. Il ragazzo ha alle spalle precedenti per lesioni verso il fratellino down e lo scorso 28 dicembre aveva aggredito a Sesto San Giovanni un ragazzo straniero sempre senza motivo. La vittima reca danni permanenti alla mascella, nonostante un delicato intervento chirurgico.

La violenza

Non è un caso isolato, ma ricorda molto il caso di Torino in cui la vittima è morta uccisa perché sorrideva. Perché picchiare un ragazzo, per giunta disabile, solo perché mi sta guardando? Assurdo, terribile e spaventoso. Inquietante. Il problema è che nelle nostra società non c’è spazio per le emozioni positive: l’amore, la convivenza, la gentilezza,il rispetto rientrano nella sfera del “dato per scontato”, del “buonismo”. La violenza è diventata il nostro pane quotidiano: aggredire in modo verbale o addirittura fisico fa parte dei nostri gesti per riuscire a sopravvivere in questa società veloce e rapida, in cui chi si ferma ad ammirare la bellezza, o che dimostra sensibilità, o che semplicemente è diverso viene schiacciato, anzi merita di essere schiacciato.

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