“Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano è un inno a essere se stessi

"Mio fratello è figlio unico" di Rino Gaetano parla di Mario, l'uomo che non si limita a seguire mode, ma pensa con la sua testa
Mio fratello è figlio unico di Rino Gaetano è un inno a essere se stessi

MILANO – Immaginiamoci in automobile, fuori fa molto caldo, ci stiamo dirigendo a qualche mostra o a qualche festival letterario. I finestrini sono abbassati per fare entrare un filo d’aria. Alla radio passano solo della musichetta chiassosa che annuncia che l’estate sta per iniziare. Ma all’improvviso la nostra attenzione viene colpita da un classicone della musica italiana: “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano. Questa canzone ci riporta indietro nel tempo e ci emoziona. Sì, ci emoziona, perché la voce di Rino è sincera, viene dal cuore, non si tratta di un’esibizione finta e ipocrita. Inoltre le parole del testo hanno il sapore di storia. Anche se non abbiamo vissuto negli anni Settanta, il testo ci porta in un’altra epoca.
“Mio fratello è figlio unico” è tratto dall’omonimo album del cantante, il secondo: Rolling Stones l’ha inserito nella classifica dei “100 dischi italiani più belli di sempre” alla quattordicesima posizione.
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Frustato, frustrato, derubato, sottomesso
E ti amo Mario

LEGGI ANCHE: “A mano a mano” di Rino Gaetano e l’evoluzione dell’amore

Lontano dalle mode

Il testo della canzone di Rino Gaetano “Mio fratello è figlio unico” è concepito come una lista di luoghi comuni tipici dell’uomo medio degli anni Settanta: infatti lo stereotipo di persona “normale” era quella dell’uomo che seguiva determinate mode, vissute come regole del vivere sociale. Chi non ha mai preso un treno rapido Taranto-Ancona? Chi non ha mai pagato per fare l’amore? Beh Mario, che è “figlio unico” perché è lontano dalle mode, lontano dai luoghi comuni, perché è indipendente e si concede il lusso di essere se stesso, di ragionare con la propria testa. Per questo motivo, Mario è solo, perché non riesce ad inserirsi nella società piena e stracolma di cliché, di regole già scritte, che tutti come automi seguono e assimilano. Chi non ha mai criticato un film senza vederlo? La gente non pensa, non riflette prima di parlare. Mario invece dà ancora un certo valore alla riflessione, al costruirsi un’idea.
Il ritornello “E ti amo Mario” è una sorta di fare il verso alle canzoni d’amore che in quegli anni erano in testa alle classifiche, proprio perché seguite da tutti e diventate una vera e propria moda.

Il testo

Mio fratello è figlio unico
Perché non ha mai trovato il coraggio d’operarsi al fegato
E non ha mai pagato per fare l’amore
E non ha mai vinto un premio aziendale
E non ha mai viaggiato in seconda classe
Sul rapido Taranto-Ancona
E non ha mai criticato un film
Senza prima, prima vederlo
Mio fratello è figlio unico
Perché è convinto che Chinaglia
Non può passare al Frosinone
Perché è convinto che nell’amaro benedettino
Non sta il segreto della felicità
Perché è convinto che anche chi non legge Freud
Può vivere cent’anni
Perché è convinto che esistono ancora
Gli sfruttati malpagati e frustrati
Mio fratello è figlio unico
Sfruttato, represso, calpestato, odiato
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Deriso, frustrato, picchiato, derubato
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Dimagrito, declassato, sottomesso, disgregato
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Frustato, frustrato, derubato, sottomesso
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Deriso, declassato, frustrato, dimagrito
E ti amo Mario
Mio fratello è figlio unico
Malpagato, derubato, deriso, disgregato
E ti amo Mario
© Riproduzione Riservata