Liliana Segre parla agli studenti al Teatro della Scala

Ieri Liliana Segre ha parlato agli studenti di Milano alla Scala in occasione della Giornata della memoria. È stata introdotta da Enrico Mentana
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MILANO – Oggi 22 gennaio la senatrice Liliana Segre ha parlato davanti a una folla di studenti e insegnati al Teatro della Scala di Milano, in merito alla Shoah e alla Giornata della memoria, di cui lei è una testimone. L’iniziativa è stata promossa dall’Anpi Provinciale di Milano e dall’Associazione Figli della Shoah. La senatrice è stata introdotta da Enrico Mentana.

Siamo memoria e siamo futuro

La senatrice Liliana Segre, 88 anni e ebrea, ieri ha raccontato, nel Teatro della Scala, la sua esperienza di testimone della Shoah davanti a un pubblico di studenti e insegnanti delle scuole di Milano. La Segre ha collegato la sua vita ai fatti di attualità, facendo parallelismi in modo implicito con i migranti di oggi: “Vi parlo come una nonna, sono qui per raccontarvi come un giorno sono stata espulsa dalla scuola quando avevo 8 anni per la sola colpa di essere nata. Per la colpa di essere ebrea. Anch’io sono stata una clandestina nella terra di nessuno, io lo so cosa vuol dire essere respinti quando le frontiere sono chiuse. Quando si ergono muri. Io lo so cosa vuol dire quando si nega l’asilo. Io sono una che le ha provate queste cose. Sono stata una richiedente asilo. Mi disse l’ufficiale svizzero che non era vero che in Italia c’era la guerra e ci rimandò indietro“.
Ha esortato gli studenti ad essere coraggiosi e a riflettere su quanto è accaduto, a leggere Primo Levi. “La vita è una cosa meravigliosa e noi volevamo resistere con tutte le forze. Uccisero la mia amica Janine, francese, io non mi fermai quando la presero, non mi voltai a dirle ti voglio bene. Era il 1944. Ero diventata quello che volevano i nazisti. Vorrei che voi ragazzi oggi qui vi ricordaste il suo nome che solo io trasmetto perché di Janine è rimasta memoria. Oltre l’indifferenza più grave ancora sono stati i silenzi di dio, della Croce rossa, degli alleati, di chi non mosse un dito per noi“. Liliana Segre dice ai ragazzi di non essere indifferenti, di accettare la verità e a non fare finta di niente di fronte al dolore umano.

Le pietre d’inciampo

La senatrice sarà impegnata venerdì 25 gennaio alle 11.30 nella posa delle nuove Pietre d’Inciampo, che si terrà al Comando dei vigili in piazza Beccaria; sarà presente anche la vicesindaca Anna Scavuzzo e Gunter Demnig, l’artista tedesco che ha creato il movimento “Pietre di Inciampo”. A Milano, le prime 6 pietre sono state posate nel gennaio 2017, seguite da altre 26 all’inizio del 2018. La prima pietra che fu posata è quella che reca il nome di Alberto Segre, il padre della senatrice, deceduto ad Auschwitz.

Via: La Repubblica

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