L’importanza dei laboratori di lettura nello sviluppo dei bambini

La pedagogista Antonia Ragone spiega come organizzare laboratori di lettura e perché sono importanti per lo sviluppo dei bambini
L'importanza dei laboratori di lettura nello sviluppo dei bambini

MILANO – Umberto Eco diceva che leggere racconti significa fare un gioco attraverso il quale si impara a dar senso all’immensità delle cose che sono accadute e accadono e accadranno nel mondo reale. Leggere è una attività fondamentale nello sviluppo cognitivo, emotivo, sociale del bambino per scoprire e arricchire il lessico, per costruire significati, per conoscere le tecniche espressive, per sviluppare il pensiero critico, il pensiero divergente, per scoprire “il gusto della narrazione”. Per questo lo strumento dei laboratori di lettura è utilissimo: il laboratorio di lettura è uno strumento educativo che permette una lettura ricreativa, creativa e critica, arricchisce capacità cognitive, emozionali e linguistiche e stimola la fantasia, la creatività dei bambini sin dalla tenera età.

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Come si organizzano i laboratori di lettura

Quando si organizzano laboratori di lettura, innanzitutto, si deve tener conto del target su cui si va ad operare, stabilendo luoghi, tempi, modalità operative, obiettivi e finalità. Una volta stabilito il luogo, si cerca di creare un ambiente confortevole ed adatto. Nel caso siano bambini è bene organizzarsi con cuscini, coperte, stuoie, tappeti, panche, poltroncine, arredi morbidi e colorati per creare uno spazio che soddisfi i suoi bisogni. A scuola nella classica aula si possono predisporre le sedie in cerchio o sedersi sul banco, l’importante è sollecitare l’assunzione di una postura libera. Il materiale di lettura dovrà essere di molteplici tipologie e di diverse tematiche a seconda degli obiettivi che il laboratorio educativo si prefigge. Se si sta organizzando un laboratorio di lettura per i bambini in età prescolare sono ideali libri tattili di stoffa, sonori, da annusare, toccare con molte illustrazioni. Per i più grandi insieme ai libri cartacei (ideali è il Piccolo Principe, Oliver Twist, Piccole Donne, Peter Pan, La fattoria degli animali, L’isola di Arturo, Io speriamo che me la cavo, Cuore, Io non ho paura, la saga dell’Amica Geniale) possono essere presentate slides, video, approfondimenti per introdurre o approfondire la tematica del laboratorio.

Consigli utili per i laboratori di lettura

Conoscere bene ciò che si narra: chi legge o racconta deve fare un lavoro preliminare di comprensione del testo e delle sfaccettature della lettura che si appresta a fare.
Scandire bene le sillabe, le parole e tenere il giusto ritmo ( che con i bambini deve essere più lento di quello fra adulti) per permettere una corretta decodifica da parte del bambino.
Non è la parola che deve accompagnare il tono, ma viceversa. Da evitare il susseguirsi monotono delle stesse tonalità ( cantilene) o sbalzi improvvisi di toni. La voce narrante deve modulare la sua vocalità, il suo volume per avere una intonazione adatta per i più piccoli.
Tenere un “ equilibrio emozionale” dando colore alla lettura, ovvero intensità.
Usare le pause per sottolineare parti della narrazione. Possono essere lunghe (alla fine di un periodo o quando si incontra un punto) o brevi (dopo la virgola, o dopo una parola che si deve evidenziare, o prima di un verbo importante). Le pause possono essere usate per stoppare il testo in punti cruciali della narrazione per chiedere ai bambini: cosa succederà dopo? Un buon escamotage per attirare l’attenzione e il coinvolgimento.
Sottolineare l’accento tonico (che dà rilievo particolare ad una sillaba all’interno di una parola ed è determinante per il significato stesso) e l’accento fonico (riferito al suono, consente di distinguere l’apertura o la chiusura delle vocali), far attenzione alle parole omografe (scritte nello stesso modo).

I laboratori di lettura offrono una attività di ascolto (chi legge) e una di lettura (partecipanti) entrambe sono pianificate, guidate dall’educatore che è quasi una sorta di regista che anche in itinere può modificare ed adattare il suo progetto alle esigenze dei partecipanti. Non è facile individuare un testo che risponda ai bisogni del gruppo, agli obiettivi che intende raggiungere, strutturare una situazione di ascolto coinvolgendo tutti attivando la curiosità, aspettative e tensione conoscitiva. Infatti, è bene intervallare con domande: Siete comodi?, Siete pronti? Nella fase introduttiva legge l’educatore per far comprendere l’argomento, i personaggi il contesto per far immedesimare nel libro, poi si può procedere a una lettura a più voci, alternando e coinvolgendo tutti.

Si può leggere in piedi con il libro appoggiato a un leggio, oppure seduti in mezzo a loro. Oppure si può far passare il libro di mano in mano interrompendo la lettura in qualsiasi momento. I laboratori di lettura rappresentano un ottimo strumento pedagogico anche con i bambini con bisogni speciali, persone con disabilità, sindrome di Down, autismo. Il genio Pier Paolo Pasolini diceva “Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura” è ciò è una delle finalità dell’essere in educazione.

Riferimenti:

Bruner J. (2003), La mente a più dimensioni, Bari, Editore Laterza
Canevaro A.(1997), Tu che mi guardi, tu che mi racconti, Milano, Feltrinelli
Lumbelli L., (2003) Pedagogia della comunicazione verbale, Milano, FrancoAngeli
Levorato M.C. (2000), Le emozioni della lettura, il Mulino, Bologna
Pontecorvom, Psicologia dell’Educazione. Conoscere a scuola, Il Mulino, Bologna.
Ragone ( 2018) La narrazione: cos’è e qual è il suo potenziale pedagogico (http: portale bambini)
Zonta R. Bettinoni S. (1997), Operare nel Sociale, Cremona, Casa Editrice Padus

Dottoressa Antonia Ragone
Pedagogista e Docente

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