Game of Thrones è finito bene? Commento all’ultima puntata

Con l'ultimo episodio dell'ottava stagione è finita l'era di Game of Thrones. Ecco un commento all'epilogo della serie più vista di HBO
Game of Thrones è finito bene? Commento all'ultima puntata
Courtesy of HBO

MILANO – La fine di un’era. L’ultima puntata di Game of ThronesThe Iron Throne, è andata in onda ieri sera su Sky Atlantic e NowTv. Il finale ha sconvolto le teorie più accreditate dai fan, e ha come al solito scatenato il dibattito tra chi è d’accordo con l’epilogo voluto dagli scrittori David Benioff e D.B. Weiss e chi non lo è. Delusi o meno, è innegabile che sia stata una puntata epica, capace di rendere giustizia a molti (non tutti) personaggi e di gettare una nuova luce sulle vicende di Westeros. Edoardo Rialti, traduttore italiano di George R.R. Martin afferma con ragione: «Dopo il fuoco e il sangue, chi sopravvive ingrigito e spezzato deve uccidere sogni che diventano incubi e affrontare la cenere. Speravo che Game of Thrones si concludesse con quel sentore d’inesorabile che hanno le cose vere. Secondo me, ci sono riusciti».

Tyrion, la Mano del Re

Tyrion è uno dei personaggi più belli di Game of Thrones, e questa puntata fa emergere i tratti più umani del suo carattere. È lui il vero protagonista del primo atto: prima travolto dal dolore per la morte dei fratelli Jamie e Cersei – nonostante le angherie che quest’ultima gli ha sempre riservato – e poi fermo e coraggioso nel rinnegare Daenerys. Il suo atto di tradimento potrebbe costargli la vita, ma Tyrion è da sempre un personaggio leale ai suoi valori, più che ai potenti. Quando getta la spilla di Mano del Re davanti a Daenerys ricorda quando, nella quarta stagione, durante il processo per l’assassinio di Joffrey, si rifiuta di mentire e dichiararsi colpevole nemmeno per salvarsi la vita. Tyrion è fedele alla verità, ed è in grado di accettarne le conseguenze.

In Game of Thrones i personaggi dotati di senso etico solitamente fanno una brutta fine (vedi Ned Stark), mentre Tyrion non solo sopravvive ma gli viene accordata la possibilità di decidere il nuovo destino di Westeros, di inaugurare l’inizio di una nuova era: interrompendo l’ereditarietà del titolo di Re, il gioco dei troni – per come lo conosciamo – finisce per sempre. La ruota che Danerys voleva spezzare è stata spezzata, ma non con la violenza. La scelta di Bran come nuovo Re giunge inaspettata, perché più volte Bran stesso aveva dichiarato di essere solo il Corvo a Tre Occhi, ma proprio per questo è vincente: un uomo che non desidera il potere ma ha in sé la saggezza di secoli di storia non può che essere la scelta migliore per far riemergere dalle ceneri un mondo distrutto.

La morte di Daenerys e la fine di Jon

Una volta diventata chiara la deriva fanatica di Daenerys, definitivamente diventata l’equivalente femminile del Re Folle, la sua morte per mano di Jon era ormai anticipata da molti. Ecco, una grave pecca di questa ultima stagione è stata dedicare troppo poco tempo all’evoluzione negativa di Dany. In sole due puntate colei che doveva liberare Westeros dalla tirannia di Cersei è diventata una sterminatrice di innocenti invasata di potere, un’evoluzione non certo imprevedibile ma sicuramente affrettata. La scena di Daenerys in piedi davanti al Trono di Spade è un chiaro omaggio al Signore degli Anelli, alla brama nei confronti dell’Unico Anello da parte di Gollum e Frodo a Monte Fato.

Veniamo a uno dei momenti più importanti della puntata: la morte di Daenerys. Il turbamento di Jon nel compiere l’omicidio è straziante: per tutta la puntata è stato combattuto tra la lealtà e l’amore che prova per Daenerys, e la consapevolezza che, però,  le cose non stanno andando come previsto. Daenerys non è buona, e molto probabilmente tenterà di ucciderlo a causa della sua vera identità. Jon non è un assassino, odia dover fare quello che ha fatto, ma – come Tyrion – è più fedele al bene di tutti che al suo bene personale. Il fotogramma di Jon che stringe il cadavere di Daenerys tra le braccia ricalca perfettamente la scena in cui aveva stretto allo stesso modo il cadavere di Ygritte, il suo primo amore. Ha visto morire entrambe le donne che ha amato.

Jon Snow sembra essere l’unico personaggio di Game of Thrones a non ricevere un epilogo positivo. Tyrion ha tradito, eppure viene graziato e premiato. Jon, nonostante fosse il legittimo erede al Trono di Spade e avesse tutto il diritto di uccidere Daenerys, viene punito e inviato a Nord tra i Guardiani della Notte. Un finale amaro per uno degli eroi più importanti della serie. A cosa è servito che Melisandre lo resuscitasse, se poi è finita così? Perché nessuno rivela la vera identità di Jon? Molti fan, tuttavia, ritengono che sia un epilogo che rispetta il carattere di Jon, che non ha mai in fondo accettato il suo destino di erede al Trono. Non si è mai sentito Aegon Targaryen, non ha mai voluto esserlo. Il suo posto risiede tra gli Uomini Liberi oltre la Barriera, dove le dinastie non contano e nessuno ha un titolo che lo renda superiore agli altri. Game of Thrones, dunque, si conclude esattamente come è iniziata: il Tunnel della Barriera si apre, e gli uomini si avventurano nel vero Nord.

Sansa, Regina del Nord

Sansa Stark è il personaggio che ha avuto l’evoluzione più bella nel corso delle otto stagioni. Della ragazzina superficiale della prima stagione, il cui unico desiderio era diventare regina grazie al matrimonio con Joffrey, non è rimasto più nulla. Attraverso sofferenze innumerevoli Sansa è cresciuta, maturata, senza diventare crudele e senza perdere mai di vista gli interessi del Nord. Emblematico il momento in cui, durante la votazione per il nuovo Re, mette a tacere suo zio che tentava di appropriarsi del titolo. Non c’è più spazio per quel tipo di politica, la ruota è stata spezzata, e Sansa è la prima a capirlo. Senza bisogno di un uomo a suo fianco, Sansa corona il sogno della casata Stark: un Nord libero e indipendente, che non si inginocchia di fronte a nessuno. Le ultime parole pronunciate all’interno della puntata, e quindi di Game of Thrones, sono proprio: Queen in the North.

Il commento di George R. R. Martin a Game of Thrones

George R.R. Martin ha scritto un lungo post sul suo blog, nel quale ringrazia gli autori della serie di Game of Thrones, tutti i membri del cast, e tutti i fan che hanno seguito le vicende di Westeros dall’inizio alla fine. E dà anche alcune rivelazioni sull’ultimo libro delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ancora in corso di scrittura:

«Sto scrivendo. L’inverno sta arrivando, ve l’ho detto tanto tempo fa…e così sarà. The winds of winter è molto in ritardo, lo so, ma verrà completato. Non dirò quando, ma lo finirò, e dopo di lui verrà A dream of Spring. […] Come finirà, mi chiedono tutti. Avrà la stessa fine della serie tv? Beh… si. E no. E sì. E no. E sì. E no. E sì. Io utilizzo un mezzo diverso rispetto agli autori della serie, loro avevano a disposizione sei ore per la stagione conclusiva, io presumo invece che questi ultimi due libri riempiranno almeno 3000 pagine prima che io abbia finito… e se occorreranno più pagine le aggiungerò».

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