Perché si dice...

“Ma l’hai letto sul Topolino?”, ecco perché si adopera questa espressione

Ha avviato alla lettura almeno tre generazioni di italiani, eppure "Topolino" è diventato nel linguaggio dei politici sinonimo di una lettura poco impegnativa e ricca di sciocchezze. Ma siamo sicuri che sia così?
perche-si-dice-topolino

Da ormai qualche tempo, Topolino si è trovato un nuovo nemico da combattere. Infatti, alcuni politici italiani hanno in più occasioni utilizzato “Topolino” come sinonimo di una lettura poco impegnativa e ricca di sciocchezze. “Dove l’hai letto, su Topolino?” è diventato uno slogan per dare liberamente dell’ignorante al proprio avversario, o denigrare l’attendibilità di una testata giornalistica. Ma gli autori del fumetto non hanno esitato a prendere le difese della loro creatura e noi siamo dalla loro parte. Ecco, perché Topolino può essere considerato uno strumento di cultura. 

Ha avviato alla letture almeno tre generazioni di italiani

Già, lo scorso anno, dopo le innumerevoli citazioni del Topolino da parte di politici e intellettuali, gli autori del celebre fumetto avevano manifestato il loro scontento. A partire da Francesco Artibani, autore Disney dal 1992, che con un post su Facebook aveva difeso a spada tratta la cultura trasmessa dal Topolino ad almeno tre generazioni di italiani. “Un settimanale che ha avviato alla lettura almeno tre generazioni di italiani diventa oggi un esempio negativo da citare con disprezzo. Se affermassi che i politici sono tutti ladri, i giornalisti dei pennivendoli e i filosofi dei gran chiacchieroni pieni di idee fumose e incomprensibili direi delle banalità offensive. È per questo che è ora di pretendere rispetto per questo lavoro”. 

Racconta la realtà con divertimento e intelligenza 

Anche Alex Bertani, direttore del magazine, ha commentato: “Dispiace un po’ che persone competenti e preparate parlino con tanta leggerezza di uno strumento come Topolino, un giornale che è stato capace, nei suoi ormai 70 anni di vita editoriale, di iniziare alla lettura generazioni di lettori, stimolandone la crescita personale e contribuendo spesso alla formazione di un loro forte senso critico. Topolino ha questa grande capacità di raccontarti la realtà che hai attorno e di farlo in modo divertente e solo in apparenza ‘leggero’ adatto anche ad un pubblico più giovane che spesso lo avvicina soprattutto per la magia delle sue avventure. Riesce a fare divulgazione usando un linguaggio semplice e fruibile, per questo efficace, e chi è esperto di comunicazione sa quanto sia complesso farlo. Topolino è spesso una ‘stazione di partenza’ di percorsi personali ricchi di stimoli e passioni”.

Non è soltanto un fumetto per bambini

“C’è una distorsione – ha ribadito Artibani a Repubblica – riguardo quello che Topolino magazine è. Sì, è un giornale per bambini, ma questo non significa che debba essere banalizzato o mortificato. Ha un suo valore, non per altro è uno degli ultimi fumetti rimasti dedicato a quella precisa età anagrafica. Purtroppo non è da ieri che i fumetti hanno questa connotazione negativa, nonostante autori come Umberto Eco, Dino Buzzati e Gianni Rodari abbiano provato a sdoganarli. E spesso chi li denigra non li conosce nemmeno, non li ha mai letti o non li legge da anni”. 

© Riproduzione Riservata
Commenti