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Perché si dice “Per aspera ad astra”, l’origine del modo di dire

Avete mai sentito l'espressione "Per aspera ad astra"? Scopriamo l'origine e il significato di questo modo di dire.

Avete mai sentito l’espressione “Per aspera ad astra”? Espressioni artistiche come il cinema e la musica sono piene di esempi di tale locuzione latina. Ma come nasce tale espressione? Qual è il suo significato? Nonostante si tratti di una locuzione molto utilizzata e comune, probabilmente non tutti conoscono l’origine di questo modo di dire. Scopriamola insieme.

Cosa significa “Per aspera ad astra”

Per aspera ad astra oppure Per aspera sic itur ad astra è una frase latina, spesso usata quale motto o incitazione, che significa letteralmente “ttraverso le asperità sino alle stelle”. Si tratta di una frase relativamente recente in questa forma, anche se frasi simili si possono trovare nei classici tra cui Virgilio (Eneide IX, 641) e Lucio Anneo Seneca, che scrisse nell’opera Hercules furens: “non est ad astra mollis e terris via” (“non esiste alcuna via semplice dalla terra alle stelle”).

Si tratta di un’espressione usata molto frequentemente nella musica e nel cinema. Un esempio su tutti: nell’album di Franco Battiato “Apriti sesamo” del 2012 la canzone “Caliti Junku” riporta, dopo la citazione gluckiana dell’Orfeo ed Euridice (“Che farò senza Euridice?”), le parole “Per aspera ad astra/le asperità conducono alle stelle”.

L’origine del modo di dire

L’origine viene dalla Grecia. Si ritiene infatti, anche se non c’è conferma in merito, che le sue radici si rinvengano nella mitologia greca, secondo la quale solamente gli eroi, una volta morti, avrebbero avuto l’onore di salire all’Olimpo. Questo cammino verso “le stelle” era dunque riservato a chi aveva avuto una vita impavida, per definizione ricca di asperità e pericoli.

Perché diciamo così

Espressioni idiomatiche come “per aspera ad astra” sono protagoniste all’interno del libro “Perché diciamo così” (Newton Compton), opera scritta dal fondatore di Libreriamo Saro Trovato contenente ben 300 modi di dire catalogati per argomento, origine, storia, tema con un indice alfabetico per aiutare il lettore nella variegata e numerosa spiegazione delle frasi fatte. Un lavoro di ricerca per offrire al lettore un “dizionario” per un uso più consapevole e corretto del linguaggio. Un “libro di società” perché permette di essere condiviso e di “giocare” da soli o in compagnia alla scoperta dell’origine e dell’uso corretto dei modi di dire che tutti i giorni utilizziamo. Un volume leggero che vuole sottolineare l’importanza delle espressioni idiomatiche. Molte di esse sono cadute nel dimenticatoio a causa del sempre più frequente utilizzo di espressioni straniere e anglicismi. 

 

 

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