Il significato

Il significato di “Serendipity”, la fortuna di fare scoperte felici ma non previste

Coniata a fine ottocento da uno scrittore inglese, la parola "serendipity" è entrata nella cultura popolare per indicare una scoperta felice quanto inattesa. Ma perché si dice così?
serendipity

Dall’inglese “serendipity”, il termine “serendipità” indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso. Ovvero il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra. Il termine fu coniato in inglese dallo scrittore Horace Walpole nel XVIII secolo e rientra pertanto nel novero delle parole d’autore.

Quando si scrive una poesia è frequente la serendipità: miri a conquistare le Indie e raggiungi l’America.

Andrea Zanzotto

Serendipity, l’origine della parola

Il termine deriva da Serendip, l’antico nome persiano dello Sri Lanka. Il termine fu coniato dallo scrittore Horace Walpole che lo usò in una lettera scritta il 28 gennaio 1754 a Horace Mann, un suo amico inglese, per raccontare una inattesa e fortunata scoperta su un dipinto del Vasari. Walpole spiegò una scoperta inaspettata che aveva fatto con riferimento a una fiaba persiana “Tre prìncipi di Serendippo”.  Nella fiaba, infatti, i tre protagonisti trovano sul loro cammino una serie di indizi, che li salvano in più di un’occasione. La storia descrive le scoperte dei tre prìncipi come intuizioni dovute sì al caso, ma anche alla loro sagacia, uno spirito acuto e alla loro capacità di osservazione.

Serendipità nella cultura popolare

Ispirato al concetto di serendipità è anche il film del 2011, “Quando l’amore è magia – Serendipity”, diretto da Peter Chelsom, scritto da Marc Klein, con protagonisti Kate Beckinsale e John Cusack. La trama del film è basata sul tema della Serendipità, parola che indica la possibilità di scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra, in questo caso l’amore. 

 

 

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