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Meglio dire “Buone Feste” e non “Buon Natale”, la proposta (poi revocata) dell’UE

Pubblicate da Bruxelles le linee guida che ribadiscono l'importanza dell'inclusività e la "neutralità". A seguito delle polemiche che ci sono state fin da subito, il documento è stato revocato

Meglio dire “Buone Feste” invece di “Buon Natale”. Così l’Unione Europea con un documento interno per la comunicazione delle istituzioni comunitarie, traccia una sorta di nuovo decalogo linguistico nel segno del rispetto della diversità. Inoltre via ogni riferimento di genere, mai presumere l’orientamento sessuale di una persona e vietato rivolgersi alla platea con il classico “signore e signori”. il tutto a tutela di qualsiasi diversità e in nome dell’uguaglianza.

Unione di uguaglianza

Il documento di una trentina di pagine si intitola “Union of Equality”. “Ognuno in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale” senza riferimenti di “genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”, si legge nell’introduzione del documento, supervisionato dalla commissaria Ue all’Uguaglianza Helena Dalli. “Le parole e le immagini che usiamo nella nostra comunicazione quotidiana trasmettono un messaggio su chi siamo e chi non siamo” è la tesi delle linee guida.

Meglio dire “Buone Feste” e non “Buon Natale”

Il documento proposto dall’Unione Europea sta facendo discutere molto, in particolare nel nostro Paese, dalle chiare radici cristiane. Bruxelles si difende: “Non vietiamo o scoraggiamo l’uso della parola Natale, è ovvio. Celebrare il Natale e usare nomi e simboli cristiani sono parte della ricca eredità europea”, spiegano fonti dell’esecutivo europeo.

Lei o lui? Meglio usare il “loro”?

In tema di genere, per l’esecutivo UE “sono preferibili” i nomi e pronomi neutrali. Piuttosto che “he” o “she” (egli o ella), meglio usare un più generico “they” (loro). Mai, inoltre, salutare una platea con “ladies and gentlemen” ma presentarsi semplicemente con “dear colleagues”. E se ci si rivolge ad una donna sarebbe sbagliato presumere il suo stato civile: al “signora” o “signorina” va preferito “Ms”. “In ogni contenuto testuale o audiovisuale va assicurata la diversità” e in “qualsiasi panel va rispettato l’equilibrio di genere”, si legge ancora nelle linee guida.

Le alternative a “anziani” e “disabile”

 Il documento UE affronta anche il tema della disabilità e dell’età. Dire “anziani” può essere offensivo, meglio usare “popolazione più adulta”. Inoltre, piuttosto che scrivere o dire che una persona “è disabile”, è preferibile affermare che una persona “ha una disabilità”.

La questione Gender

Il documento pone al centro il tema dell’orientamento sessuale. Mai dire “un gay” ma piuttosto “una persona gay”. Usare la formula “una coppia lesbica” e non “due lesbiche”. Anche nella rappresentazione di una famiglia vocaboli come “marito”, “moglie”, “padre” o “madre” non rispecchiano il linguaggio inclusivo voluto dall’UE. Il consiglio resta quello di usare termini neutrali, ovvero parole come “partner” o “genitori”.

Le motivazioni

Secondo i vertici dell’Unione Europea, l’inclusione deve essere chiaramente anche religiosa. Così, quando si compila un comunicato, la Commissione sconsiglia al suo staff di usare parole “tipiche” di una specifica religione. Un esempio? Alla frase “Maria e John sono una coppia internazionale” andrebbe sostituita “Malika e Giulio sono una coppia internazionale”. E la neutralità, per la Commissione, dovrebbe valere anche per le feste religiose. Usando un generico “festività” e non il nome della festa in questione.

Il dietrofront

Le linee guida sulla comunicazione in prossimità delle feste di Natale sono durate poche ore: è arrivato infatti da Bruxelles un dietrofront ufficiale: “L’iniziativa delle linee guida aveva lo scopo di illustrare la diversità della cultura europea e di mostrare la natura inclusiva della Commissione – spiega da Bruxelles la commissaria Ue all’Uguaglianza Helena Dalli -. Tuttavia, la versione pubblicata delle linee guida non è funzionale a questo scopo. Non è un documento maturo e non va incontro ai nostri standard qualitativi. Quindi lo ritiro e lavoreremo ancora su questo documento”.

 

 

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