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Cosa significa “Denazificazione”, la parola usata da Putin nel suo discorso

Scopriamo il significato di "denazificazione", termine usato dal presidente russo Vladimir Putin durante il discorso in cui ufficializzava l'intenzione di "smilitarizzare" l’Ucraina

La scorsa notte in collegamento con la tv di Stato il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un piano speciale per “smilitarizzare” e la “denazificazione” dell’Ucraina. Si è trattato di una vera e propria dichiarazione di guerra, con un chiaro riferimento a quanto avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Ma analizziamo il significato del termine denazificazione ed i riferimenti contenuti con questa parola nel discorso di Putin.

Significato di denazificazione

La denazificazione (in tedesco: Entnazifizierung) fu un’iniziativa alleata volta a liberare da ogni resto dell’ideologia nazionalsocialista la società, la cultura, la stampa, l’economia, la giustizia e la politica dell’Austria e della Germania. Fu portata avanti soprattutto rimuovendo dalle posizioni di influenza chi era legato al partito e sciogliendo o rendendo impotenti le organizzazioni associate ad esso. Il programma di denazificazione fu lanciato dopo la fine della seconda guerra mondiale e fu rafforzato dalla Conferenza di Potsdam. Infine, con l’avvento della guerra fredda e la creazione della Germania Ovest, la denazificazione fu abbandonata. Anzi, in non pochi casi, personaggi che avevano fatto parte del partito o comunque di organizzazioni naziste assursero a ruoli importanti nella burocrazia tedesca occidentale e dal cancelliere Adenauer furono definiti provvedimenti di amnistia che resero liberi diversi nazisti.

In Germania la denazificazione fu realizzata con una serie di direttive emanate dal gennaio 1946 dal Consiglio di controllo alleato, situato a Berlino. Le direttive di denazificazione identificavano i gruppi e le persone specifiche e indicavano le procedure giuridiche e le linee guida per il loro trattamento. Anche se tutte le forze occupanti aderirono all’iniziativa, i metodi usati per la denazificazione e l’intensità con cui erano applicati erano diversi a seconda delle zone di occupazione. La denazificazione servì anche a rimuovere i simboli fisici del regime nazista.

Il discorso di Putin

Nel suo discorso con il termine “denazificazione” Vladimir Putin si riferiva a quelle formazioni di estrema destra che sono state protagoniste della vita politica del Paese a cominciare dallo scioglimento dell’Unione Sovietica del 1991 e poi ai tempi della rivolta chiamata Euromaidan che nel 2014 portò alla fuga del presidente filorusso Viktor Yanukovich. Essi erano uomini armati di tutto punto che incendiavano e uccidevano con in testa elmetti tedeschi della seconda guerra mondiale con tanto di svastica e simboli delle SS. 

L’arrivo delle truppe del Terzo Reich che sfondarono le linee sovietiche il 22 giugno del 1941 riaccese il nazionalismo ucraino che aveva portato diversi gruppi combattenti a scontrarsi con l’Armata rossa negli anni del consolidamento bolscevico. A fianco dei tedeschi nacquero le formazioni “partigiane” di Stepan Bandera e della sua Armata Ucraina d’Insurrezione. Poi venne creata una vera e propria divisione SS, la 14° Waffen SS Galicia che issava in combattimento la bandiera gialla e blu che è oggi quella nazionale ucraina. Ed è proprio con il pretesto di “denazificare” l’Ucraina, ovvero di eliminare dal territorio ucraino i rappresentanti delle formazioni di estrema destra che sono state protagoniste della vita politica del Paese dopo lo scioglimento dell’Urss, nonché per “consegnare alla giustizia coloro che hanno commesso numerosi e sanguinosi crimini contro i civili, compresi i cittadini russi” che Putin sta invadendo la parte orientale dell’Ucraina.

 

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