E’ al primo posto della classifica libri del New York Times, in cui è presente da ben 10 settimane: parliamo di “The Correspondent“, il libro d’esordio della scrittrice americana Virginia Evans. Ambientato ad Annapolis, questo romanzo epistolare narra la vita di Sybil Van Antwerp, una donna di 73 anni ex avvocato che riflette sul proprio passato, i legami familiari, i lutti e un segreto doloroso attraverso lettere.
Un bestseller internazionale che, come tanti altri casi editoriali, vede il suo successo nascere attraverso il passaparola. Scopriamolo.
The Corrispondent
Sybil Van Antwerp inizia ogni giorno alla sua scrivania, scrivendo lettere a tutti, da suo fratello ai suoi eroi letterari. È il suo modo per dare un senso a un mondo in continua evoluzione e, onestamente, è quasi un balsamo—finché lettere inaspettate dal suo passato non le piovono addosso.
Improvvisamente, Sybil viene trascinata di nuovo in un capitolo doloroso che ha cercato di dimenticare. Mentre lotta con la decisione di inviare finalmente la lettera che ha tenuto nascosta, la posta in gioco sembra altissima: il suo senso di sé, la sua capacità di perdonare e forse persino la sua felicità futura.
Raccontato con delicata arguzia e calore, The Correspondent si immerge nelle profondità del desiderio, dei rimpianti e della grande domanda: “E’ mai troppo tardi per guarire?”
Il valore delle lettere
“The Correspondent” è un romanzo commovente raccontato attraverso una collezione di lettere, note scritte a mano, e-mail e ogni tipo di corrispondenza che Sybil Van Antwerp scrive durante il suo settantatreesimo anno di vita.
Ogni mattina, alle dieci e mezza, Sybil siede alla sua scrivania per sbrigare la corrispondenza. Lo affronta come un lavoro, ma con molto più piacere: i suoi anni come assistente di un giudice le hanno conferito disciplina, acutezza intellettuale, un tono a tratti tagliente e una saggezza che usa a suo vantaggio.
Ci sono numerosi fili narrativi: istituzioni da tormentare, drammi familiari da navigare, uomini interessati da tenere a distanza, un ex marito che non sta bene e una figlia con cui non va d’accordo. La narrazione inizia nel giugno 2012 e termina nel gennaio 2022.
Ci sono anche lettere degli anni ’50, quando Sybil era bambina, inviate dalla sua migliore amica Rosalie. Le due si scrivono da una vita, informandosi a vicenda e a volte litigando, creando periodi di silenzio e riconciliazione.
I temi dell’opera
Il romanzo affronta temi come l’amicizia, i rapporti tra fratelli, le dinamiche madre-figlia, i vecchi rimpianti e la riconciliazione. Il libro tocca tematiche dal valore attuale e capace di coinvolgere il lettore tra cui come la saggezza della vecchiaia, l’arroganza della giovinezza e il perdono, con Sybil che cerca di riconciliarsi con le proprie scelte. C’è anche il mistero di una corrispondenza mai inviata per trent’anni: il bisogno di fare i conti con una perdita che Sybil ha tenuto stretta al petto. È una lettura che fa riflettere, ideale per chi ama i libri e le lettere.
Alcune anticipazioni sul libro
Scopriamo alcuni aneddoti e curiosità di questo libro attraverso alcuni estratti della recensione presente nel blog Word by Word.
Sybil e Rosalie si dicono sempre cosa stanno leggendo (Ann Patchett, Agatha Christie, Joan Didion). Proprio come l’eroina del libro, l’autrice Virginia Evans è una “corrispondente” vecchio stile: per anni ha scritto lettere a mano ad amici, familiari e scrittori che non si aspettava di risentire, come la stessa Joan Didion.
Oltre ad aprirsi con la Didion, Sybil entra in confidenza con l’amministratore del “Kindred Project” dopo aver ricevuto in regalo un test del DNA. Pone mille domande e ignora il fatto che le risposte sembrino standardizzate. Può essere molto insistente e spesso ottiene ciò che vuole anche con perfetti sconosciuti.
Tuttavia, c’è una minaccia latente: qualcuno forse dal suo passato, un caso legale sepolto nella sua mente che non riesce a ricordare bene, qualcosa che ha rimosso ma che percepisce con un filo di rammarico. Questo aggiunge un elemento di presagio alla sua vita altrimenti sotto controllo.
“Quando ripenso a tutto, me ne vergogno, eppure non riesco a immaginarmi a fare nient’altro. Il dolore condiviso, credo, può produrre due risultati. O vi lega insieme e vi aggrappate l’un l’altro per salvarvi, o vi lasciate andare e si alza un muro troppo alto per essere attraversato. Per noi è stata la seconda ipotesi.”
L’autrice
Al suo esordio letterario, Virginia Evans proviene dalla costa orientale degli Stati Uniti. Ha studiato letteratura inglese alla James Madison University e ha conseguito un master in scrittura creativa presso il Trinity College di Dublino. Dopo aver messo su famiglia, è tornata a studiare per un Master in Scrittura Creativa al Trinity College di Dublino.
Il suo romanzo di debutto, “The Correspondent”, è diventato un bestseller internazionale, acclamato dal New York Times e paragonato allo stile di Elizabeth Strout. L’autrice attualmente vive nel North Carolina.
