Sulle pagine di cultura di Repubblica, Eugenio Scalfari presenta il nuovo saggio di Don Vincenzo Paglia

RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA – Dalle pagine di Repubblica di oggi, Eugenio Scalfari presenta ''A un amico che non crede'' di Don Vicenzo Paglia, saggio in forma epistolare dedicato a chi non ha fede. La prima pagina del Corriere della Sera è dedicata al libro di Aldo Cazzullo ''I ragazzi di via Po. 1950-1961: quando e perché Torino ritornò capitale''...
Il Corriere della Sera propone uno stralcio della nuova prefazione del libro di Aldo Cazzullo “I ragazzi di via Po”
 
RASSEGNA STAMPA QUOTIDIANA – Dalle pagine di Repubblica di oggi, Eugenio Scalfari presenta “A un amico che non crede” di Don Vicenzo Paglia, saggio in forma epistolare dedicato a chi non ha fede. La prima pagina del Corriere della Sera di oggi è dedicata al libro di Aldo Cazzullo “I ragazzi di via Po. 1950-1961: quando e perché Torino ritornò capitale”. A sedici anni dalla prima edizione, esce domani nelle librerie con una veste rinnovata il romanzo inchiesta sulla Torino della Fiat e dell’Einaudi  raccontata dai protagonisti dell’epoca. 
 
IL DIALOGO DI DON PAGLIA CON I NON CREDENTI – Eugenio Scalfari, dalle pagine di Repubblica, presenta il nuovo saggio di Don Vincenzo Paglia “A un amico che non crede”. Il testo, scritto in forma epistolare, è pensato per i non credenti, ma in realtà è indirizzato secondo Scalfari “all’uomo in quanto tale, credente e non credente, cristiano o non cristiano”. L’autore, co-fondatore della Comunità di Sant’Egidio e da dieci anni vescovo di Terni, attraverso il suo libro si pone come obiettivo non  quello di convertire alla fede il suo interlocutore, ma di trarre reciproco vantaggio dal confronto. I temi affrontati dal saggio sono quelli intorno al quale  si concentrano da anni i dibattiti: esistenza o negazione di Dio, l’amore verso gli altri, la presenza – assenza di Dio di fronte al male. Nel libro le tematiche vengono affrontate in modo chiaro e strutturato, suffragate da documenti quali Vangeli e Atti degli Apostoli. Non mancano i riferimenti anche alla filosofia, con lo storico scontro tra i filosofi moderni e la religione. 
 
LA TORINO DI IERI E QUELLA DI OGGI – A sedici anni dalla prima edizione di “I ragazzi di via Po. 1950-1961: quando e perché Torino ritornò capitale”, il libro di Aldo Cazzullo torna da domani nelle librerie con una nuova prefazione. Il Corriere della Sera propone oggi uno stralcio della nuova introduzione, in cui l’autore propone una panoramica dei cambiamenti culturali, ideologici ed economici che hanno interessato il capoluogo piemontese. Si parte dalla Torino dell’immediato dopoguerra, caratterizzata dalla modernità della tecnologia, del design, della pubblicità, costellata da nomi di personalità illustri che hanno fatto la storia del nostro Paese quali Norberto Bobbio, Carlo Fruttero, Umberto Agnelli. La Torino di oggi, come sostiene lo stesso autore, “assomiglia a quella di Gozzano, città favorevole ai piaceri”. Si tratta sì di una città viva e attiva sotto il profilo culturale ed in parte industriale, ma senza più quel peso demografico e politico che l’ha caratterizzata per tutto il corso del Novecento, minata anzi da attacchi che sono andati dal valore della Resistenza, agli scandali Fiat, passando per la Juve di Moggi. 
 
ALTRE NOTIZIE – Tra le altre notizie segnaliamo su La Stampa un articolo a doppia pagina interamente dedicato al Festival Fotografia Europea in corso a Reggio Emilia, di cui ci siamo ampiamente occupati e di cui abbiamo proposto la nostra intervista al curatore dell’ottava edizione Elio Grazioli. Sempre su La Stampa segnaliamo l’interessante intervista condotta a George Bria, il reporter della Ap che fu parte attiva dell’informazione nella Roma dell’immediato dopoguerra. Il Giornale presenta invece “Il Panegirico”, memoriale di Guy Debord, fondatore dell’Internazionale Situazionista, uscito in Italia in edizione completa per Castelvecchi. 
 
6 maggio 2013
 
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