Su La Repubblica l’intervista al Premio Nobel per la Letteratura Alice Munro

Dalle pagine di Repubblica, Stefan Asberg intervista Alice Munro, l'autrice canadese che ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Dalla sue parole si delinea la figura di una donna che ha dedicato l’intera vita alla scrittura senza avere mai presunzioni...

Alice Munro racconta la sua vita di autrice e come ebbe inizio la sua passione per la scrittura

LA CRITICA QUOTIDIANA – Dalle pagine di Repubblica, Stefan Asberg intervista Alice Munro, l’autrice canadese che ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Dalla sue parole si delinea la figura di una donna che ha dedicato l’intera vita alla scrittura senza avere mai presunzioni: «Non ricordo un tempo della vita nel quale io non abbia scritto storie o le abbia raccontate […] ma le persone che mi circondavano non sapevano che io volessi fare lo scrittore, perché non permettevo a nessuno di scoprirlo».

COME TUTTO EBBE INIZIO – Alice Munro torna indietro con la memoria e ricorda quando qualcuno le lesse la storia della Sirenetta di Hans Christian Andersen e fu per lei così triste che volle dare un lieto fine a quella storia: la Sirenetta doveva sposare il principe azzurro e così inventò una sua fiaba perché le parve che la sirenetta meritasse di avere il suo “e vissero per sempre felici e contenti”. Da quel momento iniziò a scrivere e non avrebbe più smesso.

LA PARTE PIÙ DIFFICILE DELLA SCRITTURA – Alla domanda del giornalista su quale fosse la parte più difficile quando si scrive una storia, l’autrice risponde che la rilettura è la parte più complicata perché è in quel momento che si capisce che la storia non funziona, «potrebbero esserci dei personaggi che sono trascurati: bisogna riflettere su di loro e trasformarli».

FEMMINISTA ANTE LITTERAM? –  «Non conoscevo neppure la parola, ma sono stata femminista naturalmente, perché sono cresciuta in una zona del Canada dove dedicarsi alla scrittura era più facile per una donna che per un uomo. I grandi scrittori, quelli importanti, erano uomini, ovviamente, ma scoprire che una donna scriveva racconti la screditava meno di quanto avrebbe screditato un uomo. Scrivere non era roba da uomini».

IL PREMIO NOBEL – Asberg non poteva che chiudere con la fatidica domanda: “aveva mai pensato di vincere il Nobel?”  e ci sorprende la prima esclamazione: «Oh, no, mai! Una donna!» ma poi continua: «questo onore mi fa felice, molto, ma non ci avevo mai pensato, forse perché gli scrittori tendono a sottovalutare il proprio lavoro, specie a cose fatte. Comunque non si va in giro a dire agli amici, sai, forse vincerò il premio Nobel. Si tende a non farlo».

11 dicembre 2013

 

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