dopo l'attentato all’aeroporto Ataturk

Strage all’aereoporto di Istanbul, l’opinione di Erri De Luca

Ecco le dichiarazioni dello scrittore napoletano in seguito all'attentato di ieri sera ad Istanbul
Strage all'aereoporto di Istambul, l'opinione di Erri De Luca

MILANO -“L’Isis sta perdendo terreno, e quindi è costretta a ricorrere ad attentati verso coloro che erano i loro sostenitori. Presto, l’Isis sarà spazzata via dai territori che ha occupato”. E’ un messaggio di speranza quello lanciato da Erri De Luca dopo l’attentato di ieri sera ad Istanbul, che ha visto almeno 3 terroristi armati di kalashnikov sparare intorno alle 22 locali ai controlli di sicurezza nella zona degli arrivi dell’aeroporto Ataturk, facendo registrare al momento 41 morti. Ecco le parole dello scrittore napoletano.

 

Qual è il suo pensiero circa l’attentato di Istanbul di ieri sera, l’ennesimo che vede comuni civili vittime di kamikaze dell’Isis?

La Turchia è fortemente sospetta di intesa con l’Isis: si sa che attraverso i suoi confini ha fornito diversi tipi di aiuti, oltre ad essere accusata di aver venduto sottobanco il petrolio raccolto dall’Isis nelle sue occupazioni militari. E’ andata sempre liscia alla Turchia con l’Isis. Ultimamente, il confine della Turchia con la Siria è stato bloccato, e non esiste più la possibilità di un accordo sottobanco. Conseguenza di ciò è una rappresaglia dell’Isis, che sta perdendo terreno dappertutto, in Africa come in Asia, ed ha come unica arma quella degli attentati, come l’ultimo di Istanbul avvenuto ieri sera. Sono segni di una sconfitta dell’Isis.

 

Quali possono essere gli scenari futuri?

L’Isis sarà spazzata via dai territori che ha occupato, riducendosi ad essere una piccola forza clandestina. I suoi combattenti, in questo momento, sono in fuga dappertutto e si concentreranno verso Mosul. Una volta che verrà chiusa questa ultima risorsa, rientreranno nei ranghi. La sconfitta dell’Isis non la trasformerà in una nuova Al Quaeda. La pretesa dell’espansione geografica è strettamente legata ai successi dell’organizzazione: senza di questi, l’Isis è un capitolo chiuso.

 

Quale deve essere il ruolo di scrittori ed intellettuali in momenti di grandi interrogativi da parte della gente?

In questi casi, intellettuali e scrittori non hanno un ruolo: sono dei narratori e degli osservatori del mondo, e non hanno nessun ruolo assegnatogli da qualcun altro.

 

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