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L'intervista

Stefano Jacini racconta il suo nuovo libro “La dama di Rue de Vaugirard”

Abbiamo intervistato l’autore Stefano Jacini che ci ha parlato del suo nuovo libro “La dama di Rue de Vaugirard”

Stefano Jacini è scrittore, giornalista e editore, il suo ultimo romanzo, “La dama di Rue de Vaugirard”, racconta la storia misteriosa che si cela dietro al quadro di un’altrettanto misteriosa signora legata al grande Gioachino Rossini. Abbiamo intervistato l’autore per conoscere meglio il libro. Questo è quello che ci ha detto.

La nascita del romanzo e il suo sviluppo

Il romanzo è nato dalla curiosità di sapere chi è la signora ritratta nel quadro che appare in copertina e da me acquistato casualmente a un’asta. Alle sue spalle compare un palazzo che potrebbe essere il Luxembourg a Parigi, dietro al quale ho casa. Così mi sono immaginato che la signora volesse tornare ad abitare in zona (ora è appesa nel mio salotto con vista sui giardini). A parte questo, al quadro è stato tagliato di netto un triangolo di tela in basso a destra, come per togliere la firma del pittore; da qui un altro interrogativo, scoprire chi è il pittore, altre a quello di scoprire chi è la signora – Afferma Stefano Jacini.

Lo sviluppo della storia

L’intreccio del romanzo si svolge su due piani temporali, che alla fine si uniranno proprio sul quadro. Protagonista delle vicende pregresse di una ventina o trentina d’anni è una signora della buona società milanese, molto disinvolta, che colleziona mariti; protagonista della vicenda a noi contemporanea un giovane che a Parigi sta facendo una ricerca sugli anni “francesi” di Rossini.

La documentazione e la vera lettera di Rossini

Per documentarmi su quel periodo avevo chiesto alla Fondazione Rossini di Pesaro quale biografia del compositore consultare e mi era stata indicata quella di Giuseppe Radiciotti (Tivoli 1928). Ho trovato i tre volumi da un antiquario a Londra e dentro il primo ho scoperto una lettera autografa di Rossini a tale mademoiselle Cardillac, alla quale impone di restituire la chiave della garçonnière dove andavano a fare l’amore. Di qui un terzo enigma, al quale ho provato a rispondere con alcune ipotesi su chi sia stata mademoiselle.

 

Le inchieste alla base del romanzo

Il romanzo è costruito su queste tre inchieste – spiega Stefano Jacini – alle quali si aggiungono quelle della polizia relative a due morti ammazzati nel Sesto Arondissement. I luoghi di Parigi citati sono in realtà luoghi letterari, la stradina vicino a casa mia dove sul muro è dipinto Le bateau ivre di Rimbaud, i luoghi del quartiere dove abitavano i tre moschettieri, quelli legati a Rossini, che creano anche dei cortocircuiti narrativi.

I personaggi

I personaggi della vicenda sono del tutto inventati, non c’è alcun riferimento a persone reali, anche se la proprietaria della crèperie vicino a casa esiste, forse è depositaria anche lei dei pettegolezzi del quartiere, ma non della spada di Athos.

Stefano Jacini

Stefano Jacini è nato e vive a Milano, dove ha lavorato in alcune case editrici tra cui Sugar e Il Saggiatore. Ha fondato e diretto per dieci anni le Edizioni il Formichiere, è socio della torinese EDT e collabora regolarmente con “Il Giornale della Musica”.

Alice Turiani

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