Poesie del futuro

“Silk Poems”, arrivano le poesie che possono vivere dentro di noi

Ti senti poco ispirato? Ecco i "Silk Poems", le poesie che puoi portare dentro di te. Scopriamo quest'ultima frontiera della medicina
Silk Poems

MILANO – Il lavoro dell’artista Jen Bervin, artista e scrittrice, per creare “Silk Poems” (Poesie di seta) è durato più di tre anni, con l’aiuto e la competenza di diverse nanotecnologie e biomedici, archivi tessili, biblioteche mediche e siti sericoltura in tutto il mondo. Un progetto che a molti potrebbe risultare folle, ma che sta diventando realtà. Quello di realizzare poesie in scala, inscritte in un materiale che non porta danno all’organismo e che può vivere dentro di noi. Scopriamo insieme questo stravagante progetto grazie all’Huffington Post.

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IL PROGETTO – Ognuno di noi ha certamente un’aforisma, una poesia o una breve storia a cui è legato e che vorrebbe portare sempre con sé. Ma se vi dicessero che potreste inserire all’interno del vostro corpo una poesia, che cosa pensereste? Questa è stata la domanda che si è posta l’artista Jen Bervin e non è rimasta solamente un’idea. Attraverso la sua ricerca, Bervin ha appreso che la seta, a parte la sua morbidezza ridicolmente tangibile, è completamente biocompatibile, il che significa che può entrare in contatto con le pareti interne del nostro corpo senza creare alcun problema. I ricercatori medici hanno lavorato per sfruttare questo miracolo naturale a favore dei pazienti. L’americana Tufts University di Medford, infatti, ha un intero laboratorio in cui esperti medici hanno sviluppato modi per liquefare il bozzolo di seta, trasformandola in un sensore che può essere collocato sotto la pelle di una persona. Avreste il coraggio di inserire una poesia sotto la vostra pelle? Molti dicono che potrebbe fornire una straordinaria fonte di forza interiore e ispirazione. 

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LE POESIE DI SETA – Partendo dalle possibilità di realizzazione scientificaBervin ha così creato un  scritto, in modo appropriato, come un vero e proprio. L’artista scritto una poesia in nanoscala su un biosensore di seta liquida da inserire all’interno del corpo umano. Per la struttura del poema, Bervin ha imitato la forma del Dna umano. Una poesia a forma di dna umano, da installare sotto la propria pelle. Si può essere amanti della cultura più di così? Lei vede una separazione tra i campi della poesia e arti visive o sono essi parte di un processo creativo continuo? In alcune interviste rilasciate alla stampa Jen Bervin ha dichiarato che la poesia l’ha aiutata più volte nel corso della sua vita, in particolare quella di Emily Dickinson “The Year I Didn’t Kill Myself”e che in generale la poesia aiuta in momenti ambigui e difficoltosi.

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