Sem Bexter, ”L’Italia mi colpisce per la sua commistione di arte e modernità”

La commistione di arte e modernità, la capacità di procedere nel progresso pur avendo a fianco le rovine del passato. Si usa un tablet mentre si passa accanto alle rovine del Colosseo, con un senso del mistero che negli Stati Uniti è impossibile rinvenire. E’ questo ciò che colpisce dell’Italia da parte di Sem Bexter, l’autore statunitense in libreria con “I segreti di Michelangelo”...
L’autore statunitense parla del suo ultimo thriller ambientato nel mondo dell’arte, incentrato sul David bronzeo perso di Michelangelo 

MILANO – La commistione di arte e modernità, la capacità di procedere nel progresso pur avendo a fianco le rovine del passato. Si usa un tablet mentre si passa accanto alle rovine del Colosseo, con un senso del mistero che negli Stati Uniti è impossibile rinvenire. E’ questo ciò che colpisce dell’Italia da parte di Sem Bexter, l’autore statunitense in libreria con “Il segreto di Michelangelo”, un thriller ambientato nel mondo dell’arte, che svela dove sia nascosto il David bronzeo perso di Michelangelo, con sottofondo di una storia di omicidi, amore e formazione. Protagonista Bavard, un ladro che non
ruba per un bisogno economico, ma edonistico.

Da cosa nasce l’idea del suo romanzo?
Prima di cominciare a scrivere e mettere in ordine la vicenda del ladro di lusso Bavard sentivo che ancora mancava qualcosa. Ero alla ricerca di uno spunto per legare insieme i personaggi di questo romanzo. Cercavo quell’elemento che fosse in grado d’interessare tanto i potenziali lettori quanto mi permettesse di creare un’interazione tra i diversi personaggi di questa storia. Così trovandomi in un pub con degli amici, alcuni appassionati di arte e di storia, venne fuori, come argomento d’intrattenimento, il David perduto. In realtà nessuno può dire sia stato effettivamente realizzato, ma quell’argomento tirato in ballo mi aveva appassionato al punto che lo considerai da subito un elemento in grado di attrarre anche l’eventuale lettore. Restava solo da verificare se potesse creare anche quella interazione di cui avevo bisogno e così è stato.

Perché ha scelto proprio il David bronzeo di Michelangelo per incentrare la storia attorno al quale si svolge il romanzo?

Nel panorama dei romanzi contemporanei si fa molto ricorso a presunti misteri di personaggi dell’arte, come Leonardo Da Vinci, Caravaggio che nascono da simboli racchiusi nelle loro opere. Il simbolismo non mi attraeva, mi interessava di più un dato di fatto che desse credibilità alla storia. L’esistenza del David di bronzo di Michelangelo è attestata in vari documenti del 1500 e 1600, e questa certezza mi è parsa subito in grado di restituire verità alla vicenda. E’ la scoperta di un’opera perduta di uno dei più grandi artisti della storia oggi certamente susciterebbe clamore.

Ci sono autori o romanzi dai quali ha tratto ispirazione per quest’opera?
Mi è molto piaciuto "Il codice da Vinci" di Dan Brown, per ciò che concerne il mistero che s’insedia nell’arte. Per i personaggi malvagi ho tratto ispirazione dai grandi personaggi cinici della letteratura russa, quelli di Dostoevskij in primis. Personalmente posso dire quale romanzo mi ha colpito maggiormente sin da ragazzo, ovvero "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" di Stevenson. Premetto che mi appassiono alle narrazioni che creano sconcerto ed che sono capaci di suggestionare l’animo umano. Devo riconoscere che quando lessi il romanzo citato fui attratto dalla capacità dello scrittore di porre in risalto le diverse personalità dei personaggi. Una narrazione essenziale senza troppi fronzoli o capitoli che trascinano il lettore in una sorta di ripetizione. Una storia fatta di grandi solitudini nelle quali l’animo umano potrebbe essere spinto ad eccessi anche geniali come quello che ha generato Mr Hyde. Ecco posso affermare che più che un romanzo o un autore preferisco leggere storie che svelano un thriller misterioso.  

Cosa differenzia il protagonista, il ladro Bavard, da altre figure letterarie simili?
Bavard ruba per recuperare il tesoro che a suo tempo fu sottratto alla sua famiglia. Fa un gesto vietato dalla legge, ma a suoi occhi è la ricomposizione di un nucleo familiare. Non ruba per un bisogno economico, ma edonistico. Non tutti i ladri della letteratura sono cinici, basti pensare a Robin Hood, come non tutti i personaggi che vengono proposti come stereotipo negativo hanno anche un fine narrativo negativo. Una figura che mi ha colpito in tal senso è cinematografica, quella del ladro Robert MacDougal in "Entrapment" con Sean Connery e Catherine Zeta-Jones.

Cosa l’affascina della cultura italiana?
Dell’Italia mi ha sempre colpito la commistione di arte e modernità, la capacità di procedere nel progresso pur avendo a fianco le rovine del passato. Si usa un tablet mentre si passa accanto alle rovine del Colosseo, con un senso del mistero che negli Stati Uniti è impossibile rinvenire. Credo che in Italia non si valorizzi pienamente questo effetto, che è poi la peculiarità della nazione e che nessun altro stato può vantare.

14 settembre 2013

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