Terra difficile e remota la Calabria, ma ricca di sorprese. Uno dei modi più autentici di conoscere questa regione è attraverso le parole dei suoi scrittori, molto spesso dimenticati. Tra questi, Saverio Strati, scrittore originario di Sant’Agata del Bianco, in provincia di Reggio Calabria, cui è oggi è dedicato un percorso letterario molto interessante.
Il trekking letterario alla scoperta di Sant’Agata del Bianco in Calabria
Il borgo, situato su una collina panoramica che guarda il mare, nel territorio del Parco Nazionale d’Aspromonte, rende omaggio allo scrittore suo figlio illustre, con un itinerario artistico-letterario che si snoda tra le vie del centro abitato. Si tratta di un vero e proprio museo all’aperto di street art e perciò “Città dei Murales”, Sant’Agata del Bianco offre ai visitatori e agli appassionati lettori di Saverio Strati e non solo un percorso unico, che ripercorre le opere dello scrittore attraverso citazioni e immagini impresse sulle facciate degli edifici.
Si tratta di una serie di opere murali realizzate da grandi street artists e ispirate ai testi più celebri dell’autore: dal Ragazzo illuminato dalla luce della storia a Nascondino, passando per l’ormai famoso ritratto di Tibi e Tascia, ispirato ai due personaggi più amati della sua produzione letteraria.
Uno scrittore dimenticato dalla letteratura: chi era Saverio Strati
Figlio di contadini del Sud, Saverio Strati fu incoraggiato a intraprendere la strada della scrittura da Giacomo Debenedetti durante gli anni universitari a Messina. La sua produzione letteraria, profondamente legata alle tematiche meridionaliste ma capace di parlare a un pubblico universale, gli valse numerosi riconoscimenti, tra cui nel 1977 il Premio Campiello per il romanzo Il selvaggio di Santa Venere.
Strati nacque il 16 agosto 1924 a Sant’Agata del Bianco, nel cuore dell’Aspromonte. Cresciuto in una famiglia umile, abbandonò presto gli studi per lavorare nei campi e come muratore accanto al padre. Nonostante le difficoltà, coltivò una profonda passione per la lettura che, grazie anche all’aiuto economico di uno zio emigrato in America, gli permise di riprendere gli studi e conseguire la maturità classica a Catanzaro. Successivamente si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, senza però completare il percorso accademico.
Nel 1950 iniziò a dare forma concreta alla sua vocazione letteraria. Consegnò al suo professore Debenedetti il manoscritto di racconti La Marchesina, suscitando grande entusiasmo. Il critico lo presentò ad Alberto Mondadori e ne riconobbe il talento, incoraggiandolo a proseguire. Anche Elio Vittorini confermò il valore del giovane autore. Fu così che, nel 1956, ebbe ufficialmente inizio la carriera letteraria di Strati.
Il successo e l’indifferenza dei circoli culturali
Il successo internazionale arrivò con “Tibi e Tascia”, definito da Goffredo Fofi un romanzo di “assoluta verità quotidiana”. Tradotto in numerose lingue, Strati raccontò nei suoi libri la vita autentica del Sud Italia, lontano da stereotipi e retorica: il lavoro duro, la dignità silenziosa, le speranze e il conflitto tra restare e partire.
Nonostante il prestigioso riconoscimento del Premio Campiello, proprio quel successo gli attirò l’ostilità di parte dell’ambiente letterario italiano. Lo stesso Strati denunciò l’indifferenza e il conformismo di certi circoli culturali, accusandoli di rendere la letteratura un ambito chiuso ed elitario.
Questa presa di posizione contribuì al suo progressivo isolamento. Negli ultimi anni della sua vita, infatti, lo scrittore visse una fase di marginalità e difficoltà economiche, aggravata anche dal rifiuto di pubblicazione del suo ultimo lavoro, “Tutta una vita”, uscito poi postumo. Solo grazie ai benefici della legge Bacchelli riuscì ad affrontare quel periodo.
Saverio Strati si spense il 9 aprile 2014 a Scandicci, alle soglie dei novant’anni. Pur vivendo a lungo lontano dalla Calabria, mantenne sempre un legame profondo con la sua terra, che rimase il cuore pulsante della sua opera e della sua identità letteraria. Il percorso nel suo paese natio a lui dedicato è un modo per riscoprirne l’autenticità e lo spirito che lo lega all’Aspromonte.
A proposito di viaggi letterari in Italia: scopri 7 itinerari sorprendenti per lettori erranti
