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Sandro Urbani, ”Occorre ristrutturare la Biblioteca Comunale di Recanati, partendo da un personale qualificato”

La gestione di una biblioteca non è un'attività che va improvvisata, ma che deve essere portata avanti a tempo pieno da professionisti competenti. E' quanto affermato da Sandro Urbani, ex responsabile della Biblioteca del Consiglio Regionale delle Marche...

L’ex responsabile della  biblioteca del Consiglio Regionale delle Marche denuncia la mancanza di un progetto per il futuro della struttura, affinché possa tornare ad essere un punto di riferimento per la città

MILANO – La gestione di una biblioteca non è un’attività che va improvvisata, ma che deve essere portata avanti a tempo pieno da professionisti competenti. E’ quanto affermato da Sandro Urbani, ex responsabile della  Biblioteca del Consiglio Regionale delle Marche. Da alcuni anni in pensione, Urbani continua ad occuparsi di libri e biblioteche, e con un gruppo di altri amici bibliotecari e di appassionati lettori sta facendo pressioni, con esiti deludenti, sull’amministrazione comunale di Recanati per far sì che la biblioteca della propria città offra un servizio se non buono al meno decente.

 

Cosa caratterizza la biblioteca del Comune di Recanati?
La biblioteca del Comune di Recanati è il risultato dell’assembramento di tre diverse realtà: la biblioteca di pubblica lettura, creata nei primi anni ’60; il fondo storico di storia e testimonianze locali, creato da un sacerdote filippino alla fine dell’ ‘800 – padre Clemente Benedettucci; il fondo di un vecchio notaio recanatese , che a metà degli anni ’30, morendo, lasciò questo fondo, formato da testi antichi, anche cinquecenteschi. La gestione ordinaria della biblioteca può godere di  fondi scarsi e inadeguati. Recanati non è né la prima, né l’ultima biblioteca ad avere problematiche al suo interno, però ritengo necessario segnalare ciò che non funziona e destare l’attenzione da parte dell’opinione pubblica.

Quali sono le lacune all’interno della struttura?
I libri sono collocati in maniera un po’ episodica, senza un discorso organico alle spalle. Ritengo che essi andrebbero sistemati meglio. Si è tenuto a fine anno un corso di catalogazione e di aggiornamento per il personale addetto, mentre in questi giorni dovrebbe iniziare il processo di catalogazione vero e proprio. A giudizio mio e dei miei amici bibliotecari e appassionati lettori, ciò non è sufficiente. Occorrerebbe, infatti, partire dalle fondamenta, a partire dalla dotazione di personale qualificato. Ci sono persone di buona volontà, ma che non sono preparate e che per di più  lavorano part time. L’addetta principale si occupa di iniziative legate alla scuola, e quindi le rimane poco tempo da dedicare alla biblioteca. Non c’è assolutamente un livello di preparazione adeguato.

Di chi sono le maggiori responsabilità?
Le responsabilità sono ovviamente dell’amministrazione comunale in specie di quelle trascorse. Speravamo molto nel nuovo alla Cultura ma non ci è sembrato che la sorte della Biblioteca sia all’apice dei suoi progetti ; nel corso di un incontro da noi sollecitato ci ha fatto presente delle difficoltà che il Comune, come peraltro tutti gli altri enti locali d’Italia, sta incontrando; guarda caso quando si tratta di tagliare i fondi, i primi sacrificati sono sempre i beni culturali.
Per quanto riguarda  il personale non è possibile prevedere la presenza un bibliotecario laureato con specializzazione con uno stipendio adeguato.  Anzi, tra le considerazioni uscite fuori durante gli incontri con l’assessore alla Cultura, è emersa anche l’ipotesi, seppur remota, che il comune potrebbe pensare a dare la gestione della biblioteca “in appalto” a qualche cooperativa. In gran parte delle biblioteche d’Italia, per evitare il capestro del patto di stabilità, si fa finta che esse dipendano da un istituzione cultura, esterna all’amministrazione. Noi vorremmo piuttosto che le associazioni di volontariato siano un aiuto, e non una supplenza alle mancanze dovute dall’organizzazione comunale.

Ci sono dei passi in avanti, in seguito agli incontri avuti con il Comune?
Prima del nostro intervento, la biblioteca era aperta la mattina 5 giorni alla settimana, e il pomeriggio solo due volte, dalle 16 alle 19. Dopo il nostro intervento, è stata trovata una persona part time, che ha consentito di aprire un pomeriggio in più alla settimana. La biblioteca si trova in un punto centrale della città. Nonostante questo, all’interno della struttura ci sono diversi disservizi a livello logistico; uno per tutti:nelle vicinanze della sala dove si tengono gli incontri, bella e confortevole, ci sono i motori dell’impianto di condizionamento d’aria che fanno un rumore che in certi giorni la rendono impraticabile. Basterebbe un poco di buona volontà per risolvere questi piccoli problemi. Occorre una ristrutturazione dei locali della biblioteca. Ci sono delle scaffalature, , nuove ma inadatte, da magazzino non certo da biblioteca. In conclusione quello che manca, a mio parere è un disegno, un progetto per il futuro della Biblioteca che possa essere la guida, la stella polare di interventi che in questo momento non possono che essere piccoli – anche se qualcosa di più si potrebbe/dovrebbe fare – ma che si pongano come tasselli di più complesso mosaico. Come “amici della biblioteca” continueremo a pressare l’amministrazione: speriamo bene.

 

9 gennaio 2013

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