“Saggio sulla lucidità”, Saramago ci insegna che ogni scelta è un atto di libertà

25 Marzo 2026

Scopri perché Saramago è tornato in classifica con il suo "Saggio sulla lucidità": un libro che ci insegna il valore delle nostre scelte e la forza del dissenso consapevole.

Saggio sulla lucidità, Saramago ci insegna che ogni scelta è un atto di libertà

Ci sono libri che sembrano attendere pazientemente in libreria che il mondo li raggiunga. È il caso di “Saggio sulla lucidità” (Ensaio sobre a lucidez), il capolavoro di José Saramago pubblicato originariamente nel 2004, che nelle ultime settimane è tornato a scalare le classifiche dei libri più venduti.

Ma cosa spinge i lettori, in un’epoca di velocità digitale e messaggi istantanei, a rifugiarsi nelle pagine dense, quasi ipnotiche, del Premio Nobel portoghese? La risposta risiede in una parola che oggi appare più preziosa che mai: la scelta.

“Saggio sulla lucidità” di José Saramago

Per comprendere l’attualità di questo romanzo, bisogna fare un passo indietro e collegarlo idealmente al suo “fratello” maggiore, “Saggio sulla cecità”. Se in quel libro Saramago esplorava il collasso della civiltà davanti a un’epidemia misteriosa, nel “Saggio sulla lucidità” l’autore ci porta in una capitale senza nome durante il giorno delle elezioni.

Succede l’impensabile: piove a dirotto, nessuno va a votare fino alle quattro del pomeriggio. Poi, improvvisamente, la folla si riversa ai seggi. Quando si scrutano le schede, il risultato è sconvolgente: l’83% dei cittadini ha votato scheda bianca. Non è una rivolta violenta, non ci sono barricate o slogan urlati. È una “rivoluzione della pazienza”, un silenzioso e lucido rifiuto di massa verso un sistema politico percepito come distante e autoreferenziale.

Perché è tornato in classifica?

Il ritorno di Saramago tra i bestseller non è un caso. L’analogia tra la trama del romanzo di Saramago e il clima politico che ha contraddistinto il recente referendum costituzionale è talmente stretta da spiegare perfettamente questa impennata nelle vendite.

In Italia (e non solo), i periodi referendari sono momenti di altissima tensione civile in cui il cittadino viene chiamato a esprimersi non su una persona, ma direttamente sulle “regole del gioco”.

Il lettore contemporaneo ritrova in queste pagine lo specchio dei propri dubbi. In un mondo polarizzato, dove sembra obbligatorio schierarsi “pro” o “contro” qualcosa in modo rumoroso, l’idea di una “lucidità” che si esprime attraverso un gesto silenzioso, ma collettivo, esercita un fascino magnetico. Saramago non inneggia all’anarchia distruttiva, ma interroga la qualità della nostra democrazia, chiedendosi se il voto sia un diritto, un dovere o, talvolta, un’illusione di partecipazione.

Cosa ci insegna oggi questo libro

Questo “Saggio sulla lucidità” è una lezione di educazione civica travestita da distopia satirica. Tra i grandi insegnamenti che possiamo trarre dalla lettura troviamo la forza della non-collaborazione: il libro ci ricorda che il potere esiste solo finché i cittadini accettano di stare al gioco. Quando una comunità intera decide, in modo pacifico e consapevole, di dire “non mi riconosco in questo”, il sistema entra in crisi perché perde il suo specchio.

Saramago col suo saggio ci rivela la paura del potere davanti alla consapevolezza: la reazione del governo nel romanzo è grottesca e violenta. Invece di interrogarsi sui motivi del dissenso, le autorità cercano complotti, proclamano lo stato d’assedio, cercano colpevoli. Questo ci insegna che spesso chi detiene il potere teme la logica e la calma molto più della violenza.

Inoltre “Saggio sulla lucidità ci insegna la responsabilità di essere “lucidi” che, per Saramago, significa vedere ciò che gli altri si rifiutano di vedere. Se la “cecità” era l’incapacità di provare empatia, la “lucidità” è la capacità di riappropriarsi del proprio pensiero critico, smettendo di essere spettatori passivi della propria vita politica e sociale.

Un invito alla riflessione

Se “Saggio sulla lucidità” è tornato tra i libri più venduti in Italia, è perché abbiamo bisogno di parole che non siano slogan. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi che la democrazia non è un rito che si esaurisce in una domenica elettorale, ma un esercizio quotidiano di vigilanza e di coscienza.

In un’epoca di rumore incessante, Saramago ci invita a riscoprire il valore del silenzio consapevole. Un libro necessario, ironico e terribilmente attuale, che ci sfida a chiederci: se oggi dovessimo scegliere, avremmo il coraggio della nostra lucidità?

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