L'appello al governo

“Ripartire dai libri”, l’appello al governo di editori, librai e bibliotecari

L'appello delle tre categorie per affrontare “la più grande crisi dal Dopoguerra ad oggi”. Secondo ALI AIB e AIE occorre subito “un intervento mirato a sostegno del libro”
“Ripartire dai libri”, l’appello al governo di editori, librai e bibliotecari

L’appello del mondo dell’editoria: ripartire dai libri con un piano straordinario, a sostegno del settore, per superare “la più grave crisi attraversata dal libro dal Dopoguerra”. È questa la richiesta della filiera del libro al governo. A firmarlo sono AIBAssociazione Italiana Biblioteche, AIE – Associazione Italiana Editori e ALI – Associazioni Librai Italiani. Sul tema, l’Associazione Italiana Editori era già intervenuta.

L’appello delle tre associazioni

Secondo le tre associazioni sono urgenti “interventi immediati a sostegno di imprese, specie le più piccole, di biblioteche, di lavoratori, autori e traduttori e per risolvere la crisi di liquidità che attraversa l’intera filiera”. Interventi che prevedano “un sostegno alla domanda lungo due linee: fondi alle biblioteche di pubblica lettura per un piano straordinario di acquisti di libri, con particolare attenzione alle librerie del territorio, e un sostegno tramite strumenti analoghi al bonus cultura, finora dedicato ai diciottenni, da estendersi ad altre fasce della popolazione”.

Misure e risorse per ripartire

Con questo appello, le tre associazioni richiedono interventi strutturali per la ripresa, con misure per promuovere la lettura con risorse finalmente all’altezza. Questo significa “stabilizzare il sostegno alla domanda oltre l’emergenza, prevedere una detrazione fiscale sull’acquisto dei libri, rafforzare il sistema bibliotecario del paese, promuovere l’innovazione e completare la transizione verso un’editoria libraria interamente verde e inclusiva, e rafforzare la promozione del libro italiano all’estero”.

La situazione

La situazione del comparto, ricordano le associazioni nell’appello, è drammatica. “Sono state chiuse le librerie, e molte ancora lo sono, con perdite solo a marzo di 25milioni di ricavi. Anche scuole e università sono chiuse, luoghi di scambi culturali per elezione. Sono chiuse le biblioteche. Quasi 600 biblioteche di pubblica lettura si sono mobilitate in collaborazione con autori ed editori per non interrompere il loro legame con i propri piccoli lettori. Ma è una goccia rispetto alle 11.608 biblioteche chiuse”.

La grande crisi

“Le chiusure generano la più grave crisi attraversata dal libro dal Dopoguerra – ricordano le associazioni -. Già a fine marzo il 64% degli editori librari aveva fatto ricorso alla cassa integrazione o era in procinto di farlo. Il numero delle novità previste nel 2020 era stato riprogettato con una riduzione del 31% rispetto ai programmi di inizio anno. Ciò con conseguenze pesanti sui posti di lavoro nei settori della carta, della stampa e nei service editoriali e grafici, ma anche per autori e i traduttori”.

“Sarà un colpo verso la cultura italiana, la diversità culturale e il pluralismo – concludono le associazioni -. Per questo un intervento mirato a sostegno del libro è veramente necessario subito”.

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