LIBRI - Le recensioni dei lettori

‘Il cavaliere inesistente”, metafora dell’ aberrazione dell’ uomo moderno

'Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato'. Il Cavaliere inesistente, viene ad affiancarsi al 'Visconte dimezzato' e al 'Barone rampante'...

‘Se infelice è l’innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato’. Il Cavaliere inesistente, viene ad affiancarsi al ‘Visconte dimezzato‘ e al ‘Barone rampante‘, compiendo una trilogia di emblematiche figure, che sembrano quasi essere gli antenati dell’ uomo contemporaneo.

Questo romanzo è un racconto sui vari gradi dell’ esistenza umana, sui rapporti tra esistenza e coscienza, tra soggetto e oggetto, sulla nostra possibilità di realizzare noi stessi e di entrare a contatto con le cose. L’ autore, infatti, si sforza di studiare e rappresentare la condizione dell’ uomo di oggi, la sua alienazione, le vie di raggiungimento di un’ umanità totale. Calvino si spinge a ritroso nei secoli, il romanzo è, infatti, ambientato tra i paladini di Carlo Magno, in quel Medioevo fuori da ogni verosimiglianza storica e geografica, propria dei poemi cavallereschi.

Sbagliano coloro che vedono nel romanzo una certa illogicità o che il romanzo manchi di una solida struttura che leghi i fili della trama; in effetti, ci sono più storie contemporanee da seguire attentamente che possono apparire slegate tra loro, ma tutto questo rientra nell’ ottica e nei piani dell’ autore.

Ciò che conta è che ‘Il Cavaliere inesistente’ si legga prescindendo da tutti i possibili significati, andando al di là della logica, ma esclusivamente divertendosi con le avventure di Agiulfo e Gurdulù, della fiera amazzone Bradamante e del giovane Rambaldo ecc. Si tratta, senz’ altro, di invenzioni, che nascondo significati molto profondi e attuali. Ci troviamo catapultati nel mondo degli eroi, delle grandi gesta, di valori antichi e fortemente sentiti, in realtà questo balzo temporale è soltanto apparente, dietro quei personaggi e le loro avventure scopriamo il cuore della civiltà moderna di massa, fredda e astratta, in cui la persona umana appare cancellata dietro lo schermo di comportamenti prestabiliti.

Ed è proprio questo il tema fondamentale del romanzo: l’ Io, la persona, l’ uomo nel rapporto con la sua società. Al di là della storia in sé, il romanzo ci offre la possibilità di riflettere sui cambiamenti che ci investono, sui nuovi valori che ne emergono, ma in primis a non badare alla forma, bensì alla sostanza e alle qualità intrinseche che ci contraddistinguono. BUONA LETTURA!

Maria Giovanna Delle Vergini

9 novembre 2014

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