Man Booker Prize 2013, la vincitrice è la giovane Eleanor Catton

È una giovane autrice, la più giovane nella storia del premio, ad aggiudicarsi il Man Booker Price 2013: Eleanor Catton, neozelandese, 28 anni, sbaraglia i concorrenti con il suo secondo romanzo, ''The Luminaries''...
L’autrice neozelandese ha ottenuto il più prestigioso riconoscimento letterario inglese per “The Luminaries”, il suo secondo romanzo, il più lungo che sia mai stato premiato
 
MILANO – È una giovane autrice, la più giovane nella storia del premio, ad aggiudicarsi il Man Booker Price 2013: Eleanor Catton, neozelandese, 28 anni, sbaraglia i concorrenti con il suo secondo romanzo, “The Luminaries”. Il libro è peraltro il più lungo che abbia mai ottenuto il riconoscimento, una mistery novel di 832 pagine ambientata nell’Ottocento in Nuova Zelanda, nell’età dell’oro. La scrittrice ha ricevuto il premio, comprensivo di 50 mila sterline, ieri notte durante la cerimonia alla Guildhall dal presidente della giuria Robert Macfarlane, che ha definito il suo romanzo “un lavoro strepitoso, luminoso, vasto senza essere tentacolare”.
 
L’AUTRICE E L’OPERA – Eleanor Catton è nata il 24 settembre 1985 in Canada, dove suo padre, neozelandese, stava completando il suo dottorato alla University of Western Ontario. Ha vissuto anche un anno a Leeds, in Gran Bretagna, dove ha frequentato un anno di scuola prima di far ritorno a sei anni con la sua famiglia in Nuova Zelanda. Si è laureata in letteratura inglese alla University of Canterbury e ha conseguito un Master in Scrittura Creativa alla Victoria University of Wellington. Il suo romanzo d’esordio, “The Rehearsal”, pubblicato nel 2008 e tradotto in Italia da Fandango con il titolo “La prova” nel 2010, è stato scritto come prova finale del Master e racconta di uno scandalo sessuale scoppiato alla Abbey Grange School per la relazione tra un professore e una studentessa del secondo anno delle suole superiori. “The Luminaries”, pubblicato nel 2013, ha inizio nel 1866, quando Walter Moody arriva in Nuova Zelanda in cerca di fortuna. Qui si ritrova per caso coinvolto in una riunione di dodici uomini del luogo che si sono incontrati in segreto per discutere di una serie di crimini irrisolti: un uomo è scomparso, una prostituta ha cercato di togliersi la vita e un’enorme fortuna è stata scoperta in casa di un ubriacone. Walter Moody si ritrova coinvolto nella rete dei misteri. 
 
IL PREMIO – Il Man Booker Prize for Fiction, più noto come Booker Prize, è stato istituito nel 1968 e viene assegnato ogni anno al miglior romanzo in lingua inglese scritto da un cittadino del Commonwealth, l’organizzazione intergovernativa dei 54 stati che una volta facevano parte dell’Impero Britannico. Originariamente il suo nome era “Booker-McConnell Prize”, dal nome dell’azienda sponsor, in seguito, nel 2002, l’amministrazione venne affidata alla Booker Prize Foundation e lo sponsor divenna Man Group. Fino al 1971 i libri che potevano essere candidati erano quelli pubblicati l’anno precedente, poi nel 1971 si decise che il premio sarebbe andato a uno dei romanzi pubblicati quello stesso anno. Dato che i libri pubblicati nel 1970 restarono esclusi dalla competizione, nel gennaio 2010 la Fondazione istituì lo speciale Lost Man Booker Prize. Il primo vincitore, nel 1969, fu  Percy Howard Newby con “Something to Answer For”. Tra gli autori più famosi premiati, ricordiamo Salman Rushdie per “I figli della mezzanotte” (“Midnight’s Children”) nel 1981. In tre hanno ricevuto il premio due volte:  John Maxwell Coetzee, nel 1983 con “La vita e il tempo di Michael K” e nel 1999 con “Vergogna”; Peter Carey nel 1988 con “Oscar e Lucinda” e nel 2001 con “La ballata di Ned Kelly”; Hilary Mantel, nel 2009 con “Wolf Hal”l e nel 2012 con “Bring Up the Bodies”.
 
17 ottobre 2013
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti