Dantedì

Perché leggere Dante può aiutarci a comprendere il presente

Perché è importante continuare a studiare Dante? Ci risponde Rossana Guglielmetti, docente presso l'Università degli Studi di Milano
dante-nel-presente

Perché è importante continuare a studiare Dante? E in che modo la lezione di Dante può aiutarci a comprendere il mondo in cui viviamo? Ci risponde Rossana Guglielmetti, docente di letteratura latina medievale presso l’Università degli Studi di Milano e membro del gruppo di ricerca “Coordinate Dantesche“. 

Perché è importante continuare a studiare Dante

«Si potrebbe rispondere che tutto il passato merita di essere studiato, perché tutto ci ha portati all’oggi e ci indica le chiavi per comprendere il nostro mondo attuale. Ma per Dante questo vale ancora più che per altri autori: Dante è fra quei “classici assoluti” che hanno saputo creare una rappresentazione universale della vita, in tutto ciò che propone in qualsiasi tempo a ogni uomo. Domande profonde e tentativi di risposta, gioie e sofferenze, grandezze e cedimenti, contesti affettivi personali e impegno e responsabilità collettivi… Un autore nel quale ci si può specchiare praticamente in ogni circostanza e trovarsi così ben descritti, è sempre un autore che vale la pena continuare a leggere.»

Leggere Dante per comprendere il presente

«Al di là del contesto contingente della composizione delle sue opere, Dante propone temi che non perdono urgenza nel tempo. Un filo rosso che le attraversa è ad esempio l’esigenza di definire il modo migliore in cui la società umana può organizzarsi per garantire a tutti la piena realizzazione del loro ruolo, con il richiamo a ogni singolo a dare il suo contributo per il bene comune. Senza ripiegarsi nell’individualismo e senza temere le conseguenze. Anche una società lontana secoli dalla sua dovrebbe ricordare questo semplice, difficilissimo obiettivo, e confrontarsi con un modello così alto, senza rifugiarsi nel pretesto che “tanto è passato, oggi è diverso”.»

Cosa ci direbbe Dante in questi giorni

«Imbarazzante parlare per Dante… Forse, credo, sarebbe colpito positivamente da una dimensione che non siamo abituati a sentire e invece in questi giorni è tornata ad affacciarsi: il senso dell’umanità unita. Una delle idee forti di Dante era la necessità che l’umanità intera, al di là delle istituzioni particolari e locali, si desse un governo unico per realizzare quell’ideale di pace e giustizia universali nelle quali soltanto diventa possibile la pienezza del singolo. Gli piacerebbe, oggi, vedere almeno qualcuno ricordarsi di questo “vincolo di specie”, come direbbe il linguaggio della scienza, in una solidarietà senza frontiere. Vedere medici cubani e cinesi venire a soccorrere dei lontani sconosciuti lombardi, solo perché è giusto così, dovrebbe essere giusto così, tra esseri umani.»

Perché Dante è diventato il simbolo della cultura italiana 

«Non ho le competenze per ricostruire come storicamente ciò sia avvenuto, ma posso pensare che sia merito della potenza di sintesi universale della Commedia: un esperimento linguistico che ha creato una lingua letteraria nel momento stesso in cui la portava anche alla massima capacità espressiva. Un microcosmo nel quale tutte le dimensioni della realtà trovano rappresentazione; colmo di “italianità” nei tantissimi riferimenti alla contemporaneità di Dante. Ma anche capace di esprimere valori, situazioni, sentimenti in cui qualunque lettore anche straniero può riconoscersi.»

Come raccontare Dante ai giovani

«Penso che il modo migliore per accostare Dante anche senza particolari basi sia partire dai personaggi indimenticabili che sono anche i più noti. Quelli che concentrano nelle loro storie e nel modo in cui si raccontano al Dante-personaggio esperienze e sentimenti che parlano ancora a tutti. La dignità dolorosa di Farinata degli Uberti, l’amore “sbagliato” e disperato di Paolo e Francesca, la spinta irresistibile per la conoscenza che perde Ulisse, la trappola morale che costringe a dannarsi Guido da Montefeltro, l’odio di padre straziato di Ugolino… ognuno può trovare il “suo” canto, un tratto della sua storia rispecchiato nelle pagine di Dante.»

© Riproduzione Riservata
Commenti