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Oriana Fallaci

Oriana Fallaci, il coraggio e la sfida di essere donna

La più grande giornalista italiana di sempre e una delle scrittrici italiane più apprezzate del XX secolo. E' questa Oriana Fallaci, scrittrice, giornalista e attivista italiana

Nasceva a Firenze il 29 giugno 1929  Oriana Fallaci,  simbolo del femminismo internazionale per le sue scelte di vita e per le sue battaglie. La più grande giornalista italiana di sempre e una delle scrittrici italiane più apprezzate del XX secolo. È questa Oriana Fallaci, scrittrice, giornalista e attivista italiana, personaggio che unisce o divide, che ancora oggi fa discutere. Una donna che per la sua forza e la tenacia con cui ha portato avanti le proprie idee rappresenta un esempio per tutte le donne, e non solo.

Esempio di giornalismo

Nata a Firenze e vissuta a lungo negli Stati Uniti d’America, la sua attività dal fronte, a cominciare dal 1967 con la guerra in Vietnam, diede vita alla figura dell’inviato speciale, in quel momento sconosciuta al panorama giornalistico italiano. La sua tenacia e il suo carattere indomito le consentirono di ritagliarsi un ruolo da protagonista in una professione che fino a quel momento era appannaggio del mondo maschile. Gli inizi di Oriana Fallaci sono legati all’ambito cronachistico per vari giornali, ma i direttori con cui viene a contatto non faticano a riconoscere in lei una stoffa di ben altro tipo. Cominciano a fioccare incarichi di più vasto respiro e di grande responsabilità, come le interviste a importanti personalità della politica o il resoconto di avvenimenti internazionali. La sua eccezionale bravura la porta all’ “Europeo”, prestigioso settimanale di grande spessore culturale, per poi collaborare anche con altre testate.

Il rapporto con l’islam

La controversa scrittrice, contestata nei suoi ultimi anni di vita a causa dei suoi interventi relativi all’Islam, nasce a Firenze il 26 giugno 1929 in piena era fascista. Gli anni della sua infanzia sono quelli del potere mussoliniano. Fa un po’ effetto pensare alla “passionaria” e ribelle scrittrice alle prese con un clima simile. L’aria che respirava in casa non è certo favorevole alla dittatura. Il padre è un attivo antifascista, così convinto delle sue scelte e delle sue idee che addirittura coinvolge la piccola Oriana a soli dieci anni nella lotta resistenziale con compiti di vedetta o simili. La piccola impara anche ad utilizzare le armi grazie alle battute di caccia organizzate dal padre, che si trascina dietro la bambina durante le sue escursioni venatorie.

I libri

Un significativo esempio del pathos che Oriana Fallaci riversava nei suoi libri è costituito dal best-seller “Un uomo” (1979), romanzo steso in seguito alla morte del compagno Alekos Panagulis. Nel romanzo “Insciallah” scrive la storia delle truppe italiane stazionate in Libano nel 1983. Come nella maggior parte dei suoi libri anche in questo caso la scrittrice mostra lo sforzo di liberarsi dal giogo di oppressioni e ingiustizie di vario tipo e specie. I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta paesi. Fra i riconoscimenti va segnalata la laurea ad honorem in Letteratura ricevuta dal Columbia College of Chicago.

Gli ultimi lavori

Da tempo sofferente di un male incurabile Oriana Fallaci è scomparsa a Firenze all’età di 77 anni il 15 settembre 2006. Il suo ultimo lavoro, intitolato “Un cappello pieno di ciliege“, esce postumo nel 2008 e racconta la storia della famiglia Fallaci su cui Oriana aveva lavorato per oltre dieci anni. Il libro viene pubblicato su ferma volontà di Edoardo Perazzi, nipote ed erede universale di Oriana Fallaci, il quale ha seguito precise disposizioni riguardo alla pubblicazione.

La lettera di Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini
Una lettera indirizzata allo scrittore

La lettera di Oriana Fallaci a Pier Paolo Pasolini

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