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Il libro

“Nostalgia”, il dolore del ritorno nel libro di Ermanno Rea

Il libro con cui diamo il benvenuto a questa nuova settimana è "Nostalgia", un'opera in cui Ermanno Rea ha racchiuso l'anima di Napoli.

Il libro di cui vi parliamo oggi, “Nostalgia“, lo consigliamo a chiunque di voi nutra il desiderio di scoprire e conoscere meglio una delle città più affascinanti del mondo: Napoli. Ermanno Rea ha nascosto fra le pagine di “Nostalgia” il cuore di Napoli, e ha raccontato un angolo della città che troppo spesso è stato discriminato e sottovalutato, il Rione Sanità.

“Nostalgia”, la trama

Felice Lasco torna a Napoli, nel Rione Sanità, dopo quarantacinque anni trascorsi fra Medio Oriente e Africa. La madre sta morendo e lui la accudisce fino all’ultimo con tardiva ma amorosa pazienza. Poi, invece di tornare al Cairo dove lo aspetta l’amata compagna, Felice sembra obbedire al richiamo delle radici e di un destino, e resta.

Resta perché in attesa dell’incontro fatale con Oreste, noto ormai come delinquente incallito. Felice racconta a un medico dell’ospedale San Gennaro dei Poveri e a don Luigi Rega, prete combattivo e maieuta, la sua storia. Un’opera nella quale Ermanno Rea intreccia la lucidità del reale e la sensibilità drammatica della tragedia sociale. Un omaggio alla Napoli malavitosa e ribelle del Rione Sanità, ai suoi eroi, alle sue vittime.

Il Rione Sanità

Pensare al Rione Sanità come allo sfondo su cui si muovono i personaggi principali di “Nostalgia” appare riduttivo. Il Rione è protagonista, insieme a Felice e ad Oreste, della narrazione. Nulla sarebbe uguale senza le atmosfere di questo quartiere, senza le catacombe, l’antico Cimitero delle Fontanelle, gli edifici diroccati, i mercati pullulanti di gente, il rumore delle strade affollate di mezzi e uomini, le innumerevoli scale e scalette che conducono a Capodimonte…

Quanto al grande desiderio di riscatto e all’interessante figura di don Luigi Rega, dobbiamo rivelarvi un dettaglio di non poco conto: al Rione Sanità c’è davvero un sacerdote che è divenuto simbolo di riscatto culturale e sociale. Si tratta di don Antonio Loffredo, parroco della Basilica di Santa Maria alla Sanità, che in una decina d’anni ha messo in moto una macchina costituita dai ragazzi della Sanità e ha dato vita a iniziative per far rivivere il quartiere e i suoi abitanti. 

Se oggi abbiamo la possibilità di visitare le Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso e di ammirare i tesori della Basilica guidati da talentuosi giovani che raccontano con passione il loro quartiere, è grazie all’idea visionaria di don Antonio Loffredo, che si è speso anche per la creazione di un’orchestra ed un teatro nel Rione. 

“Nostalgia”, il film di Mario Martone

Lo scorso 28 maggio è uscita nelle sale “Nostalgia”, la rivisitazione cinematografica del romanzo di Ermanno Rea con protagonista un brillante Pierfrancesco Favino. Il regista Mario Martone, che da sempre mette Napoli al centro della sua narrazione, ha raccontato con delicatezza e profondità il romanzo di Ermanno Rea. La nostalgia, intesa come doloroso ritorno ad un passato lacerante, non elaborato, è visibile tanto nei personaggi quanto nella rappresentazione della città stessa. 

In un’intervista a CineuropaMario Martone ha parlato del passato e del concetto di nostalgia che ha voluto veicolare nella sua pellicola:

“Il nostro passato non è una linea retta. Vira in tutte le direzioni perché sono successe così tante cose. È un labirinto in cui ognuno ha avuto i propri incontri, sia buoni che cattivi, in cui hai detto cose che non avresti dovuto dire. O forse hai imboccato la strada giusta, quella che ti ha portato molto lontano. Non importa. Se ti guardi dentro e pensi a come tutto sia così intrecciato, forse significa che sei riuscito ad andare oltre il passato, ad andare oltre. Ma ci sono queste vocine che ancora ti chiamano di tanto in tanto. Provi a rientrare in questo labirinto. Ma questo tentativo di capire chi sei e dove tutto ha avuto inizio può essere pericoloso”.

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