Salerno Letteratura

Nessuno ritorna a Baghdad, Elena Loewenthal racconta il desiderio di viaggiare

La scrittrice e traduttrice ebrea Elena Loewenthal a Salerno Letteratura ci racconta il suo nuovo romanzo, "Nessuno ritorna a Baghdad"
Nessuno ritorna a Baghdad, Elena Loewenthal racconta il desiderio di viaggiare

Con Nessuno ritorna a Baghdad (Bompiani), Elena Loewenthal firma la narrazione di un mondo troppo piccolo per chi ha la diaspora nel sangue e sa da sempre che ci sono viaggi senza ritorno. Di questo si è parlato nel corso di uno degli appuntamenti più suggestivi del festival Salerno Letteratura.

Intervista a Elena Loewenthal

Tutto inizia a Baghdad, dove Flora, Ameer e Violette sono rimasti soli quando la madre Norma parte, prima degli altri, per inventarsi un’altra vita oltreoceano. Ancora una volta si respirano i temi di viaggio, memoria, specchio, radici, raccontati nell’inevitabile conflitto tra voglia di cosmopolitismo e nostalgia di casa. Miraggi e incontri, scorci di storia e storie minime si compongono in un grande affresco che attraversa un secolo e oltre: un romanzo intriso di nostalgia e umorismo, delusioni e speranze per una famiglia di ebrei di Baghdad che affronta a testa alta un destino collettivo di viaggio, sradicamento e – forse – riconciliazione. Abbiamo intervistato l’autrice Elena Loewenthal per saperne di più.

Elena Loewenthal
Elena Loewenthal

Cosa rappresenta per lei il viaggio?

Molto. Il mio ultimo libro parla proprio di questo, una storia di viaggi infiniti. Si parte da una famiglia costretta a lasciare Baghdad a causa di alcune circostanze storiche. I miei personaggi imparano a viaggiare e a diventare cittadini del mondo, a parlare altre lingue, armati delle proprie radici. Cercano di non cadere nella trappola della nostalgia, che invece io ritrovo in quasi tutti i luoghi.

C’è anche uno specchio che ritorna…

Lo specchio era dedicato al trauma del lutto per la perdita di mio marito. Ma è diventato un percorso di conoscenza che mi sono portata dietro nella scrittura. Nei miei libri c’è sempre lo scendere a patti con il mondo per capire le cose che non riesco a capire.

Ci parli del suo lavoro di traduttrice.

E’ un lavoro stupendo. La bellezza sta proprio nello stare dietro le quinte, amando le parole. Bisogna andare di cesello, affondando nel testo.

A cosa sta lavorando adesso?

A un saggio sui Dieci comandamenti che uscirà in autunno. Un intervento basato sul contatto diretto con il testo ebraico e con tutto quello che ha da raccontarci.

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