Mercurio Loi, arriva la nuova serie a fumetti ambientata nella Roma dell’800

Abbiamo intervistato l'ideatore della nuova serie Alessandro Bilotta per farci raccontare le caratteristiche del nuovo personaggio targato Sergio Bonelli Editore
Mercurio Loi, arriva la nuova serie a fumetti ambientata nella Roma dell'800

MILANO – “Chi è Mercurio Loi? Uno storico, un ficcanaso, un semplice perdigiorno? Quello che conta è che il suo acerrimo nemico, Tarcisio, è tornato e ancora una volta vuole riprendere la sfida eterna a colpi di inganni, intelligenza e bastone”.  È così che si apre l’albo n. 1 di Mercurio Loi, la nuova serie di Sergio Bonelli Editore che debutterà in edicola e in fumetteria il 23 maggio e verrà presentata in anteprima assoluta dal suo creatore Alessandro Bilotta, dal disegnatore del primo numero Matteo Mosca e da Michele Masiero, direttore editoriale di Sergio Bonelli Editore, lunedì 22 maggio alle ore 18 al  Mondadori Bookstore di via Appia Nuova 51 a Roma. Abbiamo intervistato l’ideatore della nuova serie Alessandro Bilotta per farci raccontare le caratteristiche del personaggio, dei suoi compagni di viaggio e del contesto storico all’interno del quale si muovono le loro avventure.

 

Come nasce il personaggio di Mercurio Loi?

Mercurio Loi è nato per un racconto autoconclusivo sulla collana Le Storie della Bonelli. Per qualche motivo, il personaggio ha preso più spazio della storia stessa. Per questo motivo forse siamo ancora qui a parlarne.

 

Cosa ha di diverso e cosa lo accomuna ad altri personaggi della famiglia Bonelli?

Mi è difficile dirlo. L’ho scritto immaginandolo nella sterminata famiglia dei personaggi dei fumetti. Ai lettori adesso la risposta.

 

Un po’ Sherlock Holmes, un po’ Dr House: cosa attinge Mercurio Loi da entrambi?

Mercurio Loi è un insieme di diverse suggestioni a cui stento anche a dare un’identità, di cose che mi interessano, ma che vengono principalmente dai fumetti.

 

Le storie di Mercurio Loi sono ambientate nella Roma dell’Ottocento. A cosa è dovuta questa scelta?

È un periodo poco battuto dalla cultura di massa. Se da un lato questo ha reso impegnativa la documentazione, dall’altro è un affascinante territorio inesplorato per noi che ne stiamo realizzando le storie e spero per chi le leggerà.

 

Come hai intenzione di sviluppare gli altri personaggi della serie nei primi numeri, in particolare di Tarcisio Spada e Ottone?

Se lo rivelassi, svelerei i momenti principali di queste prime storie. Posso dire che sono due personaggi in fuga da se stessi, ma che è un genere di corsa che non porta da nessuna parte.

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