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Matteo B. Bianchi: la scrittura per sfatare i tabù sul suicidio

Matteo B. Bianchi presenta il suo libro "La vita di chi resta" alla XVII edizione di Capalbio Libri, il festival sul piacere di leggere.

Matteo B. Bianchi presenta il suo libro “La vita di chi resta” alla XVII edizione di Capalbio Libri, il festival sul piacere di leggere. Il romanzo è stato di recente vincitore del premio Orbetello Book Prize – Maremma Tuscany Coast . Ad intervistare l’autore durante l’incontro la sceneggiatrice e scrittrice Roberta Colombo. Letture di Giulia Nervi, mentre la nostra Silvia Grassi lo ha intervistato in anteptima nel salotto di Libreriamo per Capalbio Libri.

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Il tabù del suicidio e il dolore manifesto

“Quando torni io non ci sarò già più”. Sono le ultime parole di S. a Matteo, pronunciate al telefono in un giorno d’autunno del 1998. Sembra una comunicazione di servizio, invece è un addio. S. sta finendo di portare via le sue cose dall’appartamento di Matteo dopo la fine della loro storia d’amore. Quel giorno Matteo torna a casa, la casa in cui hanno vissuto insieme per sette anni, e scopre che S. si è tolto la vita. Mentre chiama inutilmente aiuto, capisce che sta vivendo gli istanti più dolorosi della sua intera esistenza.
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Foto: ©Flavia Cortonicchi

 

Questo romanzo, arrivato in poco tempo a sei ristampe, affronta il dolore del suicidio, non dal punto di vista della persona che viene a mancare, ma come dice il titolo dalla prospettiva di chi resta, dalla parte dei famigliari, dei “sopravvissuti”, perché il tema centrale è proprio questo, sopravvivere a un dolore che ancora oggi viene visto con vergogna.
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Foto: ©Flavia Cortonicchi
Il libro non ha minimamente intenzione di dare soluzioni o consigli, si limita a raccontare un dolore con leggerezza e profondità allo stesso tempo, spostando il punto di vista dalla persona che viene a mancare alle persone che restano e vivono nel ricordo. L’unica via di uscita è manifestare liberamente il dolore perché davanti al suicidio non si può condannare o essere condannati.
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Foto: ©Flavia Cortonicchi

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