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Malala, un libro e una penna possono cambiare il mondo

Per Malala oggi é un giorno speciale. Oggi é il giorno del suo sedicesimo compleanno ma Malala é felice ed orgogliosa anche per un altro motivo...

Per Malala oggi é un giorno speciale. Oggi é il giorno del suo sedicesimo compleanno ma Malala é felice ed orgogliosa anche per un altro motivo.

Con indosso lo scialle bianco appartenuto a Benazir Bhutto (a proposito vi consiglio Riconciliazione di Benazir Bhutto, Bompiani, 430 pagg, 20 euro) e con la forza ed il coraggio di chi ha sedici anni, si é presentata davanti all’Onu con in mano una petizione per il diritto all’istruzione nei paesi in via di sviluppo.

Un diritto cancellato per troppo tempo ed ancora sconosciuto alla maggior parte dei bambini in Afghanistan, il paese da cui proviene.
Lei stessa, scampata ad un attentato mentre manifestava con altri suoi compagni, ha scoperto sulla sua pelle il peso della lotta per i diritti civili.

Davanti ad un microfono e a tutta l’assemblea riunita  senza timore o rabbia ha voluto ribadire l’importanza dell’istruzione contro il terrorismo.
Con in mano oltre quattro milioni di firme, Malala, si augura che un giorno non molto lontano tutti possano accedere, liberamente, all’istruzione.

Gli estremisti, ammette: “Hanno paura di libri e penne, esse sono più potenti di qualsiasi arma e sono l’unico modo per progettare un nuovo futuro”.
Ha iniziato il suo discorso in nome del suo Dio perché Malala non vuole rinunciare né alla sua identità né, tantomeno, alla sua religione la stessa per cui milioni di persone, falsamente indottrinate, sono pronte a morire ogni giorno.

Una visione distorta della religione che non ha a cuore il progresso dei popoli islamici ma solo la loro sottomissione. Solo libri e penne, per Malale, riusciranno a chiudere questo circolo vizioso alimentato dall’ignoranza e dalle limitazioni alla conoscenza.
Un messaggio importantissimo che viene da una piccola, grande donna.

 

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13 luglio 2013

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