Madonna. L'icona del pop

Madonna, un libro celebra una delle icone mondiali dell’industria culturale

In occasione del sessantesimo compleanno della regina del pop è uscito un libro che propone per la prima volta una vera e propria indagine sulle ragioni del suo successo
Madonna, un libro celebra una delle icone mondiali dell’industria culturale

MILANO – In occasione del sessantesimo compleanno della regina del pop è uscito un libro che  propone per la prima volta una vera e propria indagine sulle ragioni del suo successo, tra musica e stile, alla ricerca del segreto della sua eterna giovinezza. Il volume, dal nome “Madonna. L’icona del pop“, è scritto da Valeria Arnaldi, giornalista che scrive su quotidiani e mensili italiani e stranieri, curatrici  in Italia e all’estero di mostre di arte contemporanea, scrittrice e direttrice di spettacoli e cortometraggi. A lei abbiamo chiesto anche di spiegare alle nuove generazioni chi è stata questa icona mondiale della musica e dell’arte.

 

Giornalista e scrittrice, quindi abituata a scrivere. Cosa puoi dirci invece sulla lettura? Cosa rappresenta per te?

La lettura per me è tante cose diverse. Nella maggior parte dei casi è approfondimento. Amo fare ricerche, indagare legami, ricostruire storie, percorsi, personalità. A volte, però, la lettura è anche fuga, il modo per regalarsi un poco di lentezza e tempo per sé nei ritmi del lavoro quotidiano. “Immergersi” in un libro può consentire di allontanarsi dalla realtà e dalle sue beghe, prendersi una pausa, in un certo senso fermare il tempo e trasferirsi altrove, trovando nuovi solleciti per la fantasia e pure nuove energie.

 

Nel tuo lavoro ti occupi anche di cultura e costume: quanto pensi siano forti i libri e lettura, come strumenti di educazione e crescita, tra gli italiani?

Penso che il libro sia ancora percepito come lo strumento di educazione e crescita che effettivamente è, ma anche che questa dimensione si stia un po’ perdendo. Per molti la “carta” è un concetto superato e così pure il libro. Si preferiscono informazioni più rapide, senza prendersi il giusto tempo della riflessione e dello studio. Questo dipende dai tempi di una vita divenuta più frenetica, che lascia sempre meno spazi liberi, perfino per pensare, ma, secondo me, deriva anche da una sorta di cultura della non-cultura, mi si passi il gioco di parole, in base alla quale spesso libri,musei, mostre e via dicendo sono stati additati come concetti “passati”, anzi vecchi, e come tali condannati a un non meglio precisato superamento.

 

Nel tuo libro “Madonna. L’Icona del Pop” racconti i segreti dell’immortalità della diva. Quale ti ha colpito di più?

L’aspetto che mi ha colpito di più è, forse, la tristezza nascosta sotto le luci e tra gli applausi, la malinconia celata dietro provocazioni ed eccessi. L’icona si è fatta maschera della donna, impedendo al grande pubblico di conoscere i suoi aspetti più intimi. Madonna è una donna forte, una sapiente imprenditrice di se stessa, come ha dimostrato nel corso di tutta la sua carriera, ma al contempo è una figura fragile con carenze mai colmate e ricordi dolorosi. È stata questa parte, più umana, lontana dai riflettori, di cui però sulla scena sono arrivati alcuni indizi, ad affascinarmi maggiormente.

 

Come spiegheresti, brevemente, questa icona oggi alle generazioni che non l’hanno vissuta?

Madonna è stata una ribelle, decisa a prendere in mano il suo destino e riscriverlo secondo le sue fantasie e ambizioni. Una donna che ha guardato e imparato tutto ciò che le occorreva ma poi ha saputo andare sempre oltre, rivoluzionando il mondo della musica e dello spettacolo. In questa volontà di ripensare il futuro, Madonna ha intuito cambiamenti e tendenze e ha precorso i tempi, facendosi modello di un domani che i più non riuscivano ancora a immaginare. È anche per questa capacità di respirare il tempo, cogliere le novità, intuirne i mutamenti e anticiparli, che ha attraversato i decenni, rimanendo la regina incontrastata di classifiche e anche passerelle. Non è solo questione di musica, né esclusivamente di immagine, a consacrarla è l’indiscutibile capacità di sapersi fare testimone e vessillo del suo tempo, portando la sua personale energia.

 

Ci sarà mai un’altra Madonna?

Non fino a quando ci sarà Madonna. Molte hanno seguito la sua “lezione” e altre ce ne saranno. Madonna rimane però una figura unica nel panorama internazionale. Una cantante che si è costruita come diva e, più  ancora, mito.

 

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