Il caso di Villa Adriana a Tivoli

L’Unesco minaccia di togliere il riconoscimento di Patrimonio dell’umanità a Villa Adriana

LA CRITICA QUOTIDIANA – Villa Adriana a Tivoli rischia di perdere, prima nella storia, il bollino Unesco di ''Patrimonio dell'umanità''...

La costruzione di un edificio di 191 mila metri cubi troppo vicina all’antica residenza dell’imperatore Adriano rischia di far perdere al monumento il bollino Onu. Ne parla sul Corriere Sergio Rizzo

LA CRITICA QUOTIDIANAVilla Adriana a Tivoli rischia di perdere, prima nella storia, il bollino Unesco di ”Patrimonio dell’umanità”. La ragione è che  si vuole realizzare un complesso edilizio di 191 mila metri cubi nella cosiddetta “buffer zone”, ovvero la zona di rispetto prevista dall’Unesco attorno ai Patrimoni dell’umanità. Una notizia sconvolgente, commentata sul Corriere della Sera da Sergio Rizzo, che lamenta lo scempio ai danni di uno dei tanti nostri tesori.

L’INCURIA VERSO UN TESORO DEL NOSTRO PATRIMONIO – Il declino della residenza dell’imperatore Adriano ha radici “antiche” ed è dovuto, sottolinea Stella, a diversi fattori: la “cronica mancanza di risorse”, l’“incuria politica”, l’“indifferenza dell’amministrazione”. Nessuno si preoccupa della tutela del territorio. Già nel 2012 la Regione Lazio, guidata da renata Polverini, aveva proposto di trasformare una cava nei pressi di Villa Adriana in una discarica per i rifiuti solidi di Roma, che per fortuna poi non si fece. Il rischio che l’Unesco ritiri il bollino, già paventato allora, non è comunque scongiurato. La prevista “lottizzazione Nathan”, nelle mani del costruttore Impreme, della famiglia Mezzaroma, desta giustamente le preoccupazioni dell’Unesco, che mandato una richiesta di chiarimento a Dario Franceschini.

LE VICENDE DELLA LOTTIZZAZIONE NATHAN – La vicenda ha inizio già nel 1981. Dopo “una lunghissima battaglia a suon di carte bollate”, la magistratura amministrativa si è pronunciata favorevolmente alla realizzazione del complesso edilizio, il Comune di Tivoli ha dato il via libera e già la precedente gestione della Regione Lazio ha vidimato il progetto. A favore dell’operazione, l’impresa costruttrice adduce l’argomento che la “buffer zone” è già stata più volta violata in questi anni con interventi edilizi disordinati e sparsi qua e là per il territorio: il nuovo edificio in questione, progettato dall’architetto Paolo Portoghesi, metterebbe coerenza nel caos circostante. “Quelle dell’Unesco riguardo la zona cuscinetto sono indicazioni non vincolanti che, peraltro, non prevedono un raggio preciso entro il quale è vietato costruire”, si legge inoltre in un comunicato stampa di Impreme, citato da Stella.

IL DANNO PER IL MONUMENTO E IL TERRITORIO – Il ministero dei Beni Culturali ha intanto incaricato un team di esperti di predisporre una relazione, che è arrivata nei giorni scorsi a Franceschini. Qui “si dice chiaramente che oltre ad avere un significativo impatto visivo (negato dall’impresa, che promette schermature alberate) la lottizzazione Nathan potrebbe far dilagare ulteriormente le costruzioni nella zona cuscinetto. Per non parlare […] dell’aumento del traffico e dell’inquinamento in un territorio già congestionato”, scrive Stella. Motivazioni del genere rischiano davvero di far togliere il riconoscimento Unesco a Villa Adriana, il che sarebbe per il Paese un “catastrofico danno d’immagine”.

14 maggio 2014

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