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Libro o serie Tv? Il caso Game of Thrones

Libri o Serie Tv. L'argomento fa ancora discutere gli accaniti dei due diversi "canali" nonostante non ci sia un giudizio conclusivo al dibattito
Libro o serie Tv? Il caso Game of Thrones

MILANO – Che si tratti di Tv, Computer o Tablet una cosa è certa: sempre più italiani preferiscono trascorrere il proprio tempo libero a casa per dedicarsi alla visione delle serie televisive preferite piuttosto che alla lettura di un buon libro. A confermarlo sono i dati alla mano e le animate discussioni che girano sui social su sviluppi e retroscena delle varie serie di puntata in puntata. Ma può davvero una serie TV sovrastare il piacere e arricchire la trama di una storia messa su per iscritto? Huffingpost ha cercato di analizzare il fenomeno prendendo come caso una delle serie più amate e discusse degli ultimi anni. Dal “grande inverno” ai salotti italiani, vediamo se e come la visione di “Game of Thrones” meriti di più della lettura del libro.

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IL PARERE DI JONATHAN FRANZEN – Se le serie Tv possano considerarsi o meno una moderna forma di lettura, non sta a noi deciderlo e nemmeno i giudizi dei più grandi critici potrebbeo decretare un decisivo giudizio. Un’interessante valutazione ce la riporta però lo scrittore di serie Tv Jonathan Franzen che al Sole24Ore aveva dichiarato: “Non credo che le serie tv abbiano ovviamente preso il posto del romanzo, le ritengo piuttosto un sottogenere della forma-romanzo, ecco. Quello che stanno rimpiazzando è il bisogno che veniva soddisfatto da un certo tipo di realismo da Diciannovesimo secolo. Quando leggi Dickens ottieni gli stessi effetti narrativi che ti danno le serie televisive, ma senza quel gioco di cambi di prospettiva e di giochi verbali sull’interiorità che solo il romanzo moderno può generare[…] Il problema è proprio nel portare in televisione l’esperienza romanzesca del tempo, che si avvale di mezzi intraducibili. Ecco, il modo in cui un romanzo moderno fa scivolare i punti di vista di una narrazione è assolutamente non-riproducibile in una serie. Ciò che accade con naturalezza in un solo paragrafo, in un romanzo, richiederebbe sforzi enormi in un racconto tv. Le serie hanno principalmente un mezzo per convogliare il mondo interiore dei personaggi: le espressioni facciali. Ed è così poco, se lo compariamo con la ricchezza di possibilità che esiste nella costruzione retorica romanzesca».

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IL CASO GAMES OF THRONES – E’ a tal punto che Huffingpost ha voluto dar voce al caso Games of Thrones che a sua veduta “è forse la prova più eclatante e interessante di come, se non ci sia stata una vera e propria sostituzione di categorie e competenze, la letteratura influisca comunque sulla serialità televisiva e viceversa”. Non dimentichiamo infatti che la serie di genere fantastico ideata da David Benioff e D.B. Weiss, si ispira alla saga letteraria Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, attingendo dalla realtà storica dell’Inghilterra del Medioevo con le lotte di potere tra Lancaster e York. Una serie colossale dai costi vertiginosi con un’epica narrativa che può competere con l’altrettanto storica “Il Signore degli Anelli”. Il romanzo e la serie andavano di pari passo fino a quando la lentezza dell’autore dopo le ultime stagioni, ha portato la serie a soppiantare il libro. La serie di GOT si pone infatti come un romanzo vero e proprio per la scrittura ed i tempi ad incastro, nonostante il racconto della serie Tv ha un racconto frammento che varia con il cambiare dei protagonisti. I linguaggi, finendo su due diversi medium, restano comunque diversi incontrando uno il limite dell’immaginazione dello scrittore e l’altro gli abbondanti costi di produzione. Anche se non saranno mai la stessa cosa, libri e serie Tv viaggiano su due binari paralleli in cui da un lato si hanno tempi più dilatati mentre dall’altro è tutto più frenetico e compresso. Chiedersi quindi se le serie Tv siano la nuova lettura, appare inutile poichè siamo in uno dei casi rari in cui ci troviamo di fronte a una saga che piace ai lettori e ai non-lettori lasciando al pubblico libertà di scelta senza subire una crtica esagerata.

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