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Libreria Hoepli, ecco perché è stata scelta tra le 4 migliori al mondo

Scopriamo insieme a Barbara Hoepli i segreti dell'omonima libreria milanese
Libreria Hoepli, ecco perché è stata scelta tra le 4 migliori al mondo

MILANO – Essere tra i 4 finalisti all’edizione 2016 dell’International Excellence Awards, concorso indetto dalla London Book Fair, una delle più importanti fiere internazionali del mondo del libro. E’ questo il celebre traguardo raggiunto dalla Libreria Hoepli di Milano, fondata nel 1870 da Ulrico Hoepli nel centro del capoluogo lombardo, in corso Vittorio Emanuele. Scopriamo insieme a Barbara Hoepli i segreti di questa realtà virtuosa.

 

Cosa si prova a vedere la propria libreria tra le 4 migliori al mondo?

E’ un grandissimo onore. Si tratta di un premio internazionale. Facciamo questo mestiere da quasi 150 anni. Abbiamo visitato librerie in tutto il mondo: da Londra a New York, passando da Parigi, abbiamo visto realtà bellissime. Vedersi scelti tra le 4 finaliste è una bella soddisfazione. Significa che il nostro mestiere lo facciamo bene e che la nostra passione ed il nostro impegno è ripagato.

 

Cosa è stata apprezzata, a suo parere, della vostra libreria?

Ci teniamo molto a rimanere librai: ciò significa che, presso la nostra libreria, abbiamo 50 librai specializzati in diversi argomenti (arte, architettura, saggistica, filosofia, narrativa…). I nostri librai sono persone capaci di consigliare e di capire il cliente-lettore, un modo anche per fidelizzarli. Questa è una cosa che ci differenzia da altre catene e punti vendita, anche online. Anche noi abbiamo un e-commerce, ma dietro di esso ci lavorano librai veri.

Ci teniamo molto a tenere una certa profondità nella nostra offerta libraria, non solo assortimento e novità. Non scegliamo i libri solo in base alle vendite ed alle classifiche.

Siamo una libreria internazionale: è come se al nostro interno ci fossero tante piccole librerie. Inoltre, abbiamo dedicato un intero piano ai libri in lingua straniera. Questa scelta ci ha ripagato tantissimo, soprattutto durante l’Expo.

Un’altra cosa su cui puntiamo da anni è che ci teniamo a rimanere un luogo accogliente, dove è possibile scambiare due chiacchiere su temi legati alla cultura attraverso attività, presentazioni, laboratori per bambini. Non è obbligatorio acquistare i libri: si può visitare la nostra libreria semplicemente per il gusto di fare due chiacchiere con il libraio e farsi dare alcuni consigli.

 

La vostra è una realtà virtuosa, ma spesso la cronaca ci racconta storie di librerie costrette a spostarsi dai centri cittadini, o addirittura chiudere. Cosa si sente di consigliare ai suoi colleghi librai?

Quello del libraio è un mestiere meraviglioso, che si può fare solo se si ha grande passione.

La location è fondamentale: o si decide di essere la librerie di riferimento all’interno di un quartiere, oppure di aprire un’attività presso una zona frequentata e facilmente frequentabile. Il cliente ha bisogno della libreria comoda, vicina.

La libreria deve avere un’anima, e che quindi possa attirare lettori attraverso le proprie proposte e tutto quello che c’è dietro. Il libraio non deve essere un semplice rivenditore di libri. Deve saper sfruttare anche le opportunità offerte oggi dalla rete e dai social network per promuoversi e creare dialogo con i lettori. Tutto ciò non va trascurato.

Occorre sempre sapersi rinnovare e confrontarsi con altre realtà: proprio per questo, ad Aprile torniamo a Londra per fare un giro delle librerie e vedere cosa possiamo provare a sperimentare all’interno della nostra realtà che loro già fanno.

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