Libreria Don Bosco di Milano, uno sciopero per dire no alla chiusura

Il 24 dicembre 2013, vigilia di Natale, i dipendenti della Libreria Elledici Don Bosco di Milano sciopereranno per dire ''NO'' alla chiusura della libreria, comunicata dall'Istituto Bernardi Semeria di Torino alle Organizzazioni Sindacali il 31 ottobre 2013...

Lo sciopero di otto ore è stato indetto dai dipendenti per domani, il giorno della vigilia di Natale

MILANO – Il 24 dicembre 2013, vigilia di Natale, i dipendenti della Libreria Elledici Don Bosco di Milano sciopereranno per dire “NO” alla chiusura della libreria, comunicata dall’Istituto Bernardi Semeria di Torino alle Organizzazioni Sindacali il 31 ottobre 2013. La notizia ha lasciato nello sconcerto i lavoratori per le modalità con cui è stata comunicata e per il modo in cui l’azienda ha gestito l’intera questione, come ci ha spiegato il portavoce dei dispendenti Matteo raganati in una precedente intervista. Sostiene l’iniziativa dello sciopero la Filcams (Federazione Italiana Lavoratori Commercio Turismo e Servizi) di Milano.

L’IMPOSSIBILITA’ DI RAGGIUNGERE UN ACCORDO – I vari incontri che si sono succeduti a Roma non sono stati utili a trovare alcun accordo. L’azienda non ha fatto alcuna significativa apertura né rispetto all’utilizzo di ammortizzatori sociali né alla possibile ricollocazione dei lavoratori. Oltre al punto vendita di Milano, Editrice Elledici ha comunicato anche la chiusura delle unità locali di Firenze e Roma. I dipendenti che rischiano il posto di lavoro a Milano sono 5, di cui due lavoratrici madri part time.

LE MOTIVAZIONI DEI DIPENDENTI – “Scioperiamo per manifestare il nostro sdegno e la nostra rabbia e delusione nei confronti dell’Ente Ecclesiastico Istituto Bernardi Semeria Editrice Elledici”, si legge nel comunicato stampa diffuso dagli stessi dipendenti. Sono stati loro a indire lo sciopero, per i seguenti motivi: “Con la chiusura di precedenti librerie a giugno 2013, la soglia dei dipendenti è scesa sotto il numero di 50, impedendoci così il diritto di accedere a degli ammortizzatori sociali come mobilità o cassa integrazione che abbiamo pagato anche noi. La casa Editrice Elledici non ha offerto possibilità alcuna di accedere ad altre forme di ammortizzatori sociali. Ha rifiutato anche il contratto solidarietà o la cassa in deroga sul punto vendita di Milano al fine di tener aperto il negozio abbattendo il costo del personale”.

LE PROPOSTE DELL’ENTE ECCLESIASTICO – “Nel corso dell’ultima trattativa sindacale le proposte effettuate dall’Ente Ecclesiastico Editrice Elledici sono state due posti part time di 24 ore uno a Torino e uno a Rivoli (notare che noi tutti siamo con famiglia e figli piccolissimi e abitiamo nelle provincie di Varese, Bergamo, Pavia e Monza Brianza!)”, si legge ancora. “Tenete altresì presente che siamo 5 dipendenti di cui solo 2 con un part time post maternità e 3 dipendenti full time. Queste proposte sono teoriche e con poca applicazione nella pratica oltre al fatto che sono contrarie al rispetto di quei valori che vengono insegnati nella Dottrina Sociale della Chiesa e di quanto Papa Francesco ed anche i nostro cardinale Angelo Scola vanno dicendo da sempre. Ricordiamo che stiamo parlando di un Ente Ecclesiastico senza fini di lucro.” Per giunta, citando testualmente la proposta da parte dell’azienda, si precisa che “per quanto riguarda le prime due disponibilità (i part time), queste andranno valutate in concomitanza con eventuali altre candidature che dovessero emergere dalle altre librerie nell’evoluzione delle trattative in corso. In caso di più candidati si procederà a graduatoria di legge”.

LO SCIOPERO DEL 24 DICEMBRE – “È questo giocare a rimpiattino con la nostra vita che ci indigna. Che ci offende. Che ci umilia. E tutto questo da un Ente ecclesiastico. È un comportamento scandaloso”, si sfogano i dipendenti. “Il 24 dicembre il nostro sciopero lo realizzeremo nel modo più rivoluzionario ed efficace di sempre: stando con le nostre famiglie e con le persone amate.”

23 dicembre 2013

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