Mark Twain alla figlia

La lettera di papà Mark Twain alla figlia Susy, fingendosi Babbo Natale

Ecco la lettera che Twain ha scritto a Susy fingendosi Babbo Natale. Lettera che probabilmente risale al 1878, quando la bimba aveva sei anni...
La lettera di papà Mark Twain alla figlia Susy, fingendosi Babbo Natale

MILANO – Erma Bombeck diceva che “non esiste nulla di così triste che lo svegliarsi la mattina di Natale e ricordarsi di non essere più un bambino”. La storia di Babbo Natale sa far sognare, è capace di una magia per certi versi simile a quella che creano i libri. Davanti a Babbo Natale, i bambini sospendono il giudizio come noi leggendo un libro. Uno dei colossi della letteratura americana, Mark Twain, è convinto di quanto possa essere affascinante credere in quell’uomo vestito di rosso che la notte tra il 24 e il 25 dicembre viaggia su una carrozza tirata dalle renne per dare i suoi doni ai bambini di tutto il mondo. L’autore delle avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn cerca così di far vivere a sua figlia Susy questa magia nel modo migliore possibile. Questa di seguito è la lettera (riportata da Linkiesta) che Twain ha scritto a Susy fingendosi Babbo Natale. Lettera che probabilmente risale al 1878, quando la bimba aveva sei anni.

Palazzo di San Nicola, sulla Luna
Mattina di Natale
Mia cara Susy Clemens,
 
ho ricevuto e letto tutte le lettere che che mi avete scritto tu e la tua sorellina… so leggere senza alcun problema la grafia frastagliata e fantasiosa, tua e della piccola. Ma ho avuto qualche problema con le lettere che avete dettato a vostra madre e alle balie, perché sono straniero e non so leggere bene in inglese. Vedrete che non ho commesso errori per quanto riguarda le cose che tu e la piccolina avete chiesto nelle vostre lettere – sono sceso lungo il vostro camino a mezzanotte mentre dormivate e vi ho portato tutto personalmente – e ho anche dato un bacio a entrambe… Ma… c’erano una o due piccole richieste che non ho potuto esaudire, perché abbiamo finito le scorte…
 
C’erano una o due parole nella lettera della tua mamma che… penso fossero “un baule pieno di vestitini per le bambole”, è così? Mi farò trovare alla porta della cucina intorno alle nove di questa mattina per chiedertelo. Ma non devo vedere nessuno né parlare con nessun altro a parte te. Quando il campanello della cucina suonerà, George deve essere bendato e mandato ad aprire. Devi dire a George di camminare in punta di piedi e di non parlare – altrimenti morirà, un giorno. Quindi devi salire nella cameretta e stare in piedi sulla sedia o sul letto della tata e appoggiare l’orecchio al citofono che dà sulla cucina e, quando io ci fischierò dentro, dovrai dire: «benvenuto, Babbo Natale!» Quindi ti chiederò se era un baule che volevi. Se dirai di sì, ti chiederò di che colore lo vuoi… e dovrai descrivermi in ogni singolo dettaglio le cose che vuoi che contenga. Quindi, quando dirò: «arrivederci e buon Natale alla mia piccola Susy Clemens» tu devi dire «arrivederci, buon vecchio Babbo Natale, ti ringrazio moltissimo». Quindi devi scendere nella biblioteca e dire a George di chiudere tutte le porte che danno sulla sala e tutti devono stare fermi per un pochino. Andrò sulla Luna e, in pochi minuti, prenderò le cose che mi avete chiesto, tornerò passando per il camino della sala – se vuoi un baule – perché non posso far passare un baule dal camino della cameretta, sai… se lascio della neve nella sala, dite a George di spazzarla nel camino perché io non avrò il tempo di farlo. George non dovrà usare la scopa, ma uno straccio – o di nuovo, un giorno morirà… se i miei stivali lasciano una macchia sul marmo, George non dovrà pulirlo con la pietra pomice. Lasciatela lì per sempre a memoria della mia visita, e ogni volta che la guarderai o la mostrerai a qualcuno, deve ricordarti sempre di essere una brava bambina. Ogni volta che ti comporterai male e qualcuno ti indicherà quella macchia che lo stivale del buon vecchio Babbo Natale ha lasciato sul marmo, cosa dirai, piccolo tesoro mio?
 
Arrivederci tra pochi minuti, quando verrò sulla terra e suonerò il campanello della cucina.
 
Il tuo tuo amorevole Babbo Natale, 
che ogni tanto viene chiamato Uomo della Luna.
Chissà cos’è successo dopo che Susy ha ricevuto questa lettera. Magari un Babbo Natale che assomigliava tanto a Mark Twain è arrivato per davvero.

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