Librerie

La poetessa che ha aperto una libreria in un piccolissimo borgo toscano

Aprire una libreria in un piccolo borgo toscano. “Fare come Juliette Binoche con la cioccolata al peperoncino”, così aveva scritto Alba Donati nel post che ha dato poi vita a una vera e propria campagna di crowdfunding
Aprire una libreria in un borgo

Come Juliette Binoche in “Chocolat”, quando inaugura la sua pasticceria in un bigotto e sperduto villaggio francese, così accade in un piccolo borgo della Garfagnana in Toscana. Protagonisti questa volta non sono il cioccolato né antichi intrugli Maya, bensì i libri. La nostra Juliette Binoche si chiama Alba Donati, è una poetessa raffinata e da mesi lavora per realizzare un sogno: aprire una libreria nel suo villaggio natale, Lucignana.

Arroccato su un’aspra collina tra gli Appennini e le Alpi Apuane, esiste infatti un piccolo borgo di appena 180 abitanti. A pochi passi dalle bellezze della Garfagnana, il borgo di Lucignana sembra sospeso tra cielo e terra, immune alle contingenze del presente. Un luogo dove il tempo scorre ciclicamente in un contesto dove la natura è quasi padrona, inerpicandosi fino ai tetti delle antiche case in pietre.

I libri: una scommessa vincente

Qui, da ormai tre mesi si lavora fittamente per realizzare quello che Alba Donati (Presidente del Gabinetto Scientifico Vieusseux di Firenze) ha definito un sogno: portare i libri a Lucignana. Sì proprio lì, dove non esiste nemmeno una scuola elementare, ma dove i giovani ci sono e hanno scelto di restare. Perché per quanto piccolo e immerso nella natura indomita dell’entroterra toscano, Lucignana è un borgo brulicante di vita, che resiste all’oblio e alla fatiscenza. Una scommessa che Alba Donati, insieme alla comunità di Lucignana e a un comitato scientifico di riqualifica del borgo, lancia all’Italia e, perché no, a tutti quei piccoli paesi che sembrano dileguarsi, da cui i giovani scappano alla volta delle grandi metropoli.

La campagna crowdfunding

“Fare come Juliette Binoche con la cioccolata al peperoncino”, così aveva scritto Alba Donati nel post che ha dato poi vita a una vera e propria campagna di crowdfunding, riscuotendo un successo inaspettato. Oltre 10000 euro raccolti in appena due mesi per realizzare il sogno di Alba Donati e dei suoi concittadini: aprire una libreria in un piccolo borgo. Il progetto cresce insieme alla generosità dei donatori e all’impegno del comitato scientifico. Così parallelamente al chiosco dei libri si prevede l’apertura di una caffetteria: un invito a fermarsi, a vivere lo spazio dei libri come una stanza di casa, dove leggere, sorseggiare un thè con gli amici e portare i i piccoli lettori a fare merenda. Piccola, ma fornitissima, la libreria di Lucignana non vuole escludere nessun lettore. Insieme a saggistica e narrativa, ci sarà una sezione di letteratura per l’infanzia, e non potrà – ovviamente – mancare un raffinato scaffale di poesia.

Una residenza per artisti e traduttori

L’iniziativa della poetessa di Lucignana ha richiamato l’attenzione di artisti e intellettuali provenienti da tutta Italia, a partire da Vittorio Sgarbi, Corrado Augias e Dario Franceschini, che sono entrati a far parte del comitato scientifico per la riqualificazione del borgo, insieme a Roberto Andò, Carmen Pellegrino, Paolo Hendel e Ilide Carmignani. Tra gli obiettivi del comitato spicca anche la creazione di una residenza per artisti e traduttori per un’esperienza indimenticabile nelle atmosfere surreali del borgo.

Insieme per un turismo sostenibile

“Il miglior interprete dei sogni è chi li fa”, scriveva Charles Bukowski nel 1994. È quello che sta accadendo a Lucignana, dove decine di persone interpretano un desiderio di cambiamento con la consapevolezza di chi i sogni li insegue con dedizione e progettualità. L’apertura della libreria-caffetteria è solo il primo mattone dell’edificio immaginato dal comitato scientifico di riqualificazione del borgo. Tra gli obiettivi futuri si prospettano anche: la ristrutturazione del cinema/teatro, la valorizzazione del bellissimo Eremo di Sant’Ansano, la nascita di un albergo diffuso, l’apertura di un ristorante oltre a una manutenzione attenta del territorio e degli edifici  e dei percorsi storici, la realizzazione di centri di vendita e promozione di prodotti tipici locali, l’incentivazione al consumo e alla vendita di prodotti agroalimentari a “filiera corta” e “chilometro zero”.

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