Jeremy Rifkin, ”Siamo nella terza rivoluzione industriale. L’Italia non può rimanere indietro”

'Bisogna puntare all'energia rinnovabile, e bisogna farlo subito'. E' questa la ricetta di Jeremy Rifkin, che di economia se ne intente, per uscire dalla crisi...

Ci dobbiamo muovere, e anche in fretta, per non rimanere un passo indietro. A dirlo è Jeremy Rifkin, economista e politologo americano, probabilmente tra i più grandi pensatori del nostro tempo. A Milano, e poi a Mantova, per parlare del suo ultimo libro ‘La società a costo marginale zero’

MILANO – ‘Bisogna puntare all’energia rinnovabile, e bisogna farlo subito’. E’ questa la ricetta di Jeremy Rifkin, che di economia se ne intente, per uscire dalla crisi. ‘Bisogna seguire il modello di Cina, Danimarca e Germania – spiega, l’autore di ‘La società a costo marginale zero, che con la cancelliera Angela Merkel ci lavora gomito a gomito – ho incontrato Matteo Renzi, è giovane e so che è anche un grande sostenitore dell’economia digitale: ma wifi e banda larga non bastano, l’Italia deve fare di più’.

L’INCONTRO – Non una classica presentazione del libro quella di ieri a Milano, all’Hotel Four Season, dove Jeremy Rifkin ha incontrato i giornalisti prima di partire per Mantova, atteso al Festivaletteratura per discutere del suo libro ‘La società a costo marginale zero‘ e dell’economia del futuro oggi alle 14.30 in Piazza Castello. Il suo è un entusiasmo travolgente, un grande pensatore che sembra avere il potere (o la fortuna) di aver assaggiato un pezzettino di futuro. Vede oltre. E ce lo spiega.

COSTO MARGINALE ZERO – Con l’Internet delle cose, il mondo sta cambiando, ‘anche piuttosto rapidamente’, sottolinea Rifkin. ‘Attualmente, quella tedesca è la terza economia mondiale dopo l’America e la Cina. Fino ad ora, in una società prettamente capitalista, le aziende hanno sempre cercato di ridurre il costo marginale, ma nessuno si aspettava una rivoluzione di così tali dimensioni da portare addirittura i costi prossimi allo zero – spiega – produrre e condividere informazioni a costo marginale zero con la rete. E’ accaduto con la musica, i video, sta succedendo anche con i social media, con l’editoria, con i libri.’

LA CONDIVISIONE – Anni fa la cosa più importante era la proprietà, possedere una cosa, ora invece è la condivisione l’elemento fondamentale. ‘Ci sono milioni di giovani della nuova generazione che mettono a disposizione la propria creatività ai terzi – commenta – ed è una cosa che va gestita bene, per sfruttarla al meglio’. Per spiegarlo, cita Gandhi: ‘Non produzione di massa ma produzione da parte delle masse. Lui non aveva la tecnologia per farlo, adesso c’è. E’ una cosa troppo bella per non essere realizzata.’

PENSATORE DEL FUTURO – Secondo Jeremy Rifkin, abbiamo già vissuto due rivoluzioni industriali  (la prima ‘vinta’ dall’Inghilterra con la ferrovia e la seconda l’America con il petrolio). Ora stiamo vivendo la terza rivoluzione industriale e ‘La Cina si sta preparando molto bene – fa notare Jeremy Rifkin – è sta investendo circa 82 miliardi di dollari per lo sviluppo e per l’Internet delle cose (comunicazione, energia e logistica).’ Non è un caso, infatti, che il libro ‘La società a costo marginale zero’ abbia venduto, solo lì, oltre 400mila copie.

IL CAMBIAMENTO NECESSARIO – ‘Bisogna cambiare la piattaforma energetica perchè costa sempre di più e porta al cambiamento climatico. Non capisco cosa stia aspettando l’Italia: si parla di attualità, riforme, ed è necessario farle ma non è sufficiente. L’Italia deve cambiare il proprio modello energetico. Non può restare nel XX secolo, ancora con carburanti fossili e con il nucleare perchè così rimarrà un passo indietro – sostiene Jeremy Rifkin – Ci sono voluti oltre 20 anni per sviluppare l’internet delle comunicazioni, quindi ce ne vorranno altri 20 per quello dell’energia e ancora altri 20 per quello della logistica. Se nel 1989 vi avessero detto che 24 dopo il 40% della popolazione mondiale avrebbe comunicato a costo marginale zero…ci avreste creduto?’

6 settembre 2014

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