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Jacopo Donati di Finzioni, ”Basterebbero prezzo e qualità per trasformare gli italiani da popolo di scrittori a nazione di lettori e scrittori”

I blog letterari, consentendo il confronto e il dialogo con gli altri attorno ai libri, portano le persone in libreria e aiutano così il mercato nel suo complesso: ne è convinto Jacopo Donati, direttore editoriale di Finzioni, blog nato nel 2008 che si propone di parlare di letteratura in toni leggeri e divertenti. Donati ci presenta Finzioni e dà il suo giudizio sul panorama editoriale italiano...

Il direttore editoriale di Finzioni presenta il blog letterario nato per iniziativa di Jacopo Cirillo e Carlo Ruffa, parla di critica libraria e dei nuovi modi di parlare di cultura inaugurati dalla rete e dà un giudizio sul panorama editoriale italiano

 

MILANO – I blog letterari, consentendo il confronto e il dialogo con gli altri attorno ai libri, portano le persone in libreria e aiutano così il mercato nel suo complesso: ne è convinto Jacopo Donati, direttore editoriale di Finzioni, blog nato nel 2008 che si propone di parlare di letteratura in toni leggeri e divertenti, seguendo il motto "approcci leggeri a contenuti pesanti". Donati ci presenta Finzioni e dà il suo giudizio sul panorama editoriale italiano, suggerendo ai professionisti del settore di investire seriamente negli ebook, facendo in modo che siano di qualità, facilmente accessibili e con prezzi di copertina ragionevoli.

 

Come è nato Finzioni?

Finzioni è nato a Faenza il 23 dicembre 2008. Jacopo Cirillo e Carlo Zuffa erano seduti in un bar che ora è stato chiuso e hanno deciso di fondare Finzioni. Nei primi mesi del 2009 abbiamo pubblicato una rivista mensile che poteva essere stampata liberamente o ricevuta per abbonamento. Dopo venti uscite, abbiamo deciso di concentrarci sul sito.

 

Qual è il vostro approccio nei confronti dei libri e della lettura?

Il motto di Finzioni è "approcci leggeri a contenuti pesanti". Ossia cerchiamo di parlare in maniera divertente di un argomento – la letteratura – che troppe volte viene trattata con eccessiva pesantezza. Questo e l’importanza che diamo all’esperienza di lettura sono le caratteristiche principali di Finzioni fin dal Numero Zero della rivista mensile.

 

Quale importanza riveste oggi, secondo lei, un blog letterario per il successo di un libro?

Per il successo di un libro, nessuna. L’AIE ha analizzato i blog più influenti del panorama letterario italiano cercando una correlazione tra i libri recensiti e le vendite, ma ancora non è riuscita a trovare un nesso né in un senso né nell’altro.
I blog letterari aiutano il mercato letterario nella sua totalità. Non è la semplice recensione che porta i nostri lettori nelle librerie delle loro città: è il confronto con altri lettori, il dialogo, e nel caso di Finzioni l’approccio anticonvenzionale delle nostre rubriche.

 

I giornalisti tendono a criticare l’idea che i blog possano costituire uno strumento di cultura – il mondo del web è troppo vasto e privo di punti di riferimento, chiunque può scrivere, senza che sia garantita la sua competenza riguardo alla materia che tratta. Può illustrarci il suo punto di vista in merito?

Noi mettiamo al centro di ogni nostro articolo l’esperienza di lettura, e in questo ambito non c’è persona più competente di quella che scrive l’articolo in questione. Tutto sta nel farlo correttamente: lasciamo ai critici il compito dei critici.
Il web è vasto, è vero, ma certo non si può dire che manchino siti validi. I punti di riferimento si trovano facilmente con l’aiuto degli altri lettori, e in men che non si dica internet diventa grande quanto basta per poter arricchire la propria cultura senza sentirsi a disagio. La competenza non garantisce cultura; è il dialogo che la nutre.

 

Pensa che i lettori oggi nella scelta di un libro si rivolgano alle classiche recensioni sulle riviste, o siano più sensibili ai rumors provenienti dal mondo della rete?
Dipende molto dal lettore, ovviamente, ma il valore che i lettori possono trovare su internet è evidente già dai tempi d’oro di aNobii. Le riviste online e i social network dedicati non escludono le classiche recensioni, ma le compensano. Oggi il lettore sa che, oltre al parere autorevole, può trovare online le opinioni di altri come lui, confrontare la propria libreria con quella di altri lettori.

 

Cosa ne pensa dell’attuale panorama editoriale italiano?

Quello che pensano tutti i lettori italiani: è ipertrofico. Offre una quantità di libri incredibile, ma non sempre la qualità è alta. Secondo alcuni, gli italiani sono un popolo di scrittori, e quindi dobbiamo rassegnarci a questa situazione, ma se gli editori vogliono davvero sopravvivere con queste cifre, devono davvero abbracciare il digitale senza troppe paure. Ciò significa: niente DRM, prezzi onesti, supporto per le principali piattaforme e grande cura nei dettagli. Gli strumenti per creare degli ottimi ebook ci sono, ma richiedono un investimento di tempo che per molti editori non vale la pena fare.
Basterebbero prezzo e qualità per trasformare gli italiani da popolo di scrittori a nazione di lettori e scrittori.

 

18 gennaio 2013

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