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In estate, le letture per i ragazzi non vanno imposte, ma guidate

Ogni estate su quotidiani e periodici appaiono numerosissimi articoli che lanciano l'allarme su un problema decisamente rilevante: la perdita, da parte dei bambini, delle abilità di lettura acquisite durante l'anno scolastico. La preoccupazione per questo porta molti genitori a fare una scorta di libri, esercizi e schede di allenamento, o ad iscrivere i loro bambini a campus estivi che prevedono particolari programmi di studio...

Studi condotti da diverse università e pubblicati recentemente su Time Ideas hanno rivelato come permettere agli studenti di scegliere le proprie letture aiuti a mantenere in allenamento le abilità acquisite dai bambini nel corso dell’anno scolastico

MILANO – Ogni estate su quotidiani e periodici appaiono numerosissimi articoli che lanciano l’allarme su un problema decisamente rilevante: la perdita, da parte dei bambini, delle abilità di lettura acquisite durante l’anno scolastico. La preoccupazione per questo porta molti genitori a fare una scorta di libri, esercizi e schede di allenamento, o ad iscrivere i loro bambini a campus estivi che prevedono particolari programmi di studio. Ma l’estate è davvero una stagione così disastrosa e pericolosa per gli studenti, come siamo stati da sempre abituati a pensare? Una attenta e precisa osservazione condotta da esperti e pubblicata recentemente su Time Ideas ha rivelato che il quadro è molto più complesso di quanto si potesse immaginare.

GLI STIMOLI AIUTANO A MANTENERE VIVE LE ABILITA’ ACQUISITE – Per i bambini provenienti da famiglie di ceto medio-alto, in estate la perdita di abilità acquisite non si verifica, almeno per quanto concerne le capacità di lettura. Secondo un’analisi condotta da Harris Cooper, docente presso la Duke University, i bambini provenienti da famiglie di rango sociale elevato traggono giovamento dalle letture estive. Al contrario, quelli che provengono da famiglie poco abbienti perdono, nel medesimo periodo, le abilità di lettura acquisite nel giro degli ultimi due mesi di scuola.  Le capacità in campo matematico tendono invece a scemare in tutti i bambini durante la pausa estiva. Anche tra gli studenti meno abbienti, tuttavia, la perdita di abilità non è un caso comune a tutti.  Uno studio pubblicato lo scorso anno sul Journal of Education for Students Placed at Risk ha evidenziato come “non tutti i ragazzi appartenenti a famiglie poco abbienti durante l’estate perdano alcune delle capacità acquisite.”


IMPARARE ANCHE DURANTE L’ESTATE
– Gli studiosi, guidati dalla sociologa Stephanie Slates della Johns Hopkins University, hanno individuato un campione di bambini che hanno imparato, durante  almeno tre delle quattro estati di scuola elementare, tanto quanto i loro coetanei di estrazione sociale diversa, sia per quanto concerne l’ambito della lettura che della matematica. Che cosa rende differenti questi bambini? I ricercatori hanno osservato come i genitori più abbienti siano più inclini a portare i loro figli in biblioteche e librerie durante l’estate e prendere loro libri. I genitori di questi bambini così inclini ad apprendere durante l’estate leggono numerose storie e racconti ai loro figli, e sono più propensi a seguirli durante lo svolgimento dei compiti delle vacanze. Hanno grandi aspettative nei confronti dei loro bambini durante tutto l’anno scolastico, e queste non si perdono nemmeno durante il periodo estivo.

I BAMBINI DEVONO POTER SCEGLIERE LE PROPRIE LETTURE – Richard Allington, professore alla University of Tennessee, Knoxville, ed il suo team hanno osservato come dare ai bambini dodici libri da leggere durante l’estate  si sia rivelato un ottimo rimedio per farli rimanere allenati ed addirittura incrementare i punteggi per quanto concerne la lettura. L’aumento si è rivelato molto più pronunciato per i bambini provenienti da famiglie economicamente disagiate. Ai bambini analizzati dallo studio di Allington era permesso scegliere i libri che preferivano, e mentre alcuni genitori rabbrividivano per le scelte, i ricercatori ritengono che permettere agli studenti di scegliere le proprie letture sia parte fondamentale del lavoro: non solo i ragazzini sono più motivati a leggere i libri, ma le parole e gli avvenimenti che imparano servono ad incrementare le conoscenze che già possiedono. Un altro studio, guidato da James Kim della Harvard Graduated School of Education, ha osservato come, indipendentemente dal reddito familiare, leggere dai quattro ai cinque libri durante l’estate sia più che sufficiente per prevenire un declino delle abilità acquisiste durante l’anno scolastico. Il professor Kim ha inoltre rivelato che i bambini che hanno più facile accesso ai libri durante l’estate, tendono a leggere molto di più. Questo rivela come, stagione estiva a parte, il modo migliore per sconfiggere la perdita delle abilità di lettura sia utilizzare adeguatamente la propria tessera della biblioteca.

5 luglio 2013

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