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Il libro

“Il nome della rosa”, un capolavoro della letteratura moderna

“Il nome della rosa” è un romanzo di Umberto Eco, pubblicato per la prima volta da Bompiani nel 1980 e tradotto in più di quaranta lingue

Considerato uno dei capisaldi della letteratura italiana e inserito tra i “100 libri del secolo” dal francese Le Monde. “Il nome della rosa” venne pubblicato per la prima volta nel 1980 da Bompiani. Un capolavoro che nell’anno successivo vinse anche il Premio Strega. Tradotto in più di quaranta lingue, ha venduto oltre cinquanta milioni di copie, diventando anche un successo cinematografico. La storia è costruita su un espediente letterario: l’autore, infatti, racconta di aver letto durante un soggiorno all’estero il manoscritto di un monaco benedettino relativo a una misteriosa vicenda svoltasi in età medievale in un’abbazia dell’Italia settentrionale.

“Il nome della rosa”, la trama

Sul finire del 1327, il frate francescano Guglielmo da Baskerville e il suo allievo Adso da Melk si recano in un monastero benedettino sede di un convegno che vedrà la presenza dei francescani sostenitori delle tesi pauperistiche e dei delegati della curia papale, insediata ad Avignone, poiché Guglielmo è incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti – sette in sette giorni – che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere.

La simbologia de “Il nome della rosa”

l romanzo di Umberto Eco contiene riferimenti storici, filosofici, investigazioni scientifiche e riferimenti letterari. Il nome della rosa è un concentrato di generi. Una forte simbologia caratterizza l’opera, a partire dal titolo, che rimanda a uno dei temi centrali: ogni cosa scompare, quel che resta è solo il nome, come la biblioteca e i libri di quel monastero, inghiottiti dal fuoco ma non dalla memoria. Il “nome della rosa”, oltretutto, altro non sarebbe che il nome della ragazza con cui Adso intrattiene occasionalmente le sue notti; nel romanzo ella è infatti l’unico personaggio il cui nome viene taciuto. L’incontro amoroso rappresenta l’evento centrale della vita del giovane monaco e, non a caso, esso è situato esattamente al centro del racconto.

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“Lascia parlare il tuo cuore, interroga i volti, non ascoltare le lingue” di Umberto Eco

La frase del giorno è tratta dal romanzo “Il nome della rosa”, il primo romanzo di Umberto Eco, pubblicato da Bompiani nel 1980

 

Umberto Eco

Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale, Umberto Eco nasce ad Alessandria il 5 gennaio 1932. Si laurea nel 1954, all’età di 22 anni, presso l’Università di Torino, con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d’Aquino, poi pubblicata come volume autonomo. Negli anni ’60 insegna prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Milano, poi presso l’Università di Firenze ed infine al Politecnico di Milano. Nel 1962 pubblica un capolavoro della semiologia, “Opera aperta”, un testo fondamentale per capire le evoluzioni della scienza dei segni. Dal 1989 è presidente dell’International Center for Semiotic and Cognitive Studies, e dal 1994 è presidente onorario dell’International Association for Semiotic Studies. Muore all’età di 84 anni il 19 febbraio 2016.

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