Il modo più interattivo di leggere un romanzo? Su carta!

Vecchi, noiosi e superati. Nonostante i creatori di app e i cosiddetti tecnici cerchino di far passare questa idea, il libro di carta resiste. Le persone sono ancora legate alla forma di lettura 'classica' e le nuove possibilità, quando si tratta di fruizione di romanzi, stentano ad affermarsi...
Qualcuno ha predetto che i libri tradizionali saranno presto superati grazie alle nuove tecnologie. Ma l’esperienza dimostra il contrario. Parola di Damien Walter, scrittore e articolista per il Guardian
 
MILANO – Vecchi, noiosi e superati. Nonostante i creatori di app e i cosiddetti tecnici cerchino di far passare questa idea, il libro di carta resiste. Le persone sono ancora legate alla forma di lettura ‘classica’ e le nuove possibilità, quando si tratta di fruizione di romanzi, stentano ad affermarsi. È quanto rivela un articolo del The Guardian, che fa il punto della situazione e spiega perché, in fatto di lettura, non è il tablet a uscire vincitore.
 
LETTURA SU TABLET, SI’, MA SEMPRE TRADIZIONALE – L’ultima invenzione nel campo della lettura computerizzata è stato l’iPad (a cui si sono affiancati tablet ed e-reader di ogni tipo). Ma nonostante le grandissime possibilità che offrono questi strumenti, nonostante la serie sterminata di app sugli ebook lanciate con la massima risonanza, il modo con cui le persone si avvicinano ai testi digitalizzati non è cambiato. Sono in pochi a far ricorso alla multimedialità di widget e storie parallele, tanti preferiscono leggere. Semplicemente. Non si può negare che Kobo, Kindle e compagni rappresentino un bel passo avanti in termini di praticità e convenienza, ma il modo di avvicinarsi alla storia scritta resta quello ‘classico’. Si legge dall’inizio alla fine, senza interruzioni o distrazioni. Con buona pace degli sviluppatori di applicazioni che hanno investito denaro in tecnologie che hanno poco o niente a che vedere con la lettura e non sono stati premiati dal successo di pubblico che speravano.  
 
E’ IL RAPPORTO AUTORE-LETTORE LA VERA INTERATTIVITA’ – Insomma, nuove tecnologie a parte, quello che le persone cercano in un libro è una storia, l’idea di una persona come loro ma capace, con la propria immaginazione, di guardare oltre. Lo scrittore. Essere uno scrittore è più difficile che essere un programmatore, secondo Damien Walter, perché nel primo caso ti trovi a lavorare con un linguaggio più complesso, sfumato e potente di quanto possa mai essere Javascript. A ben guardare, un libro non è altro che una app scritta con il linguaggio della mente, qualcosa che porta il lettore a interfacciarsi con l’immaginazione di chi scrive.
 
RELAZIONE INTERATTIVA – La relazione lettore-scrittore è interattiva nel senso più vero del termine: porta due immaginazioni a confrontarsi, a lavorare insieme. Ma il processo non è semplice, non succede stando seduto come quando si gioca ai video-game. Per far succedere questa piccola magia devi prima imparare a leggere e poi leggere tanto. Allora la parola scritta (che sia su carta o su uno schermo non importa) fa il proprio lavoro, senza bisogno di accessori aggiuntivi.  
 
Roberta Turillazzi 
 
20 luglio 2013
 
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