Il Book on demand, l’ultima frontiera nel mondo editoriale

Dopo l'avvento del digitale, l'ultima frontiera dell'editoria libraria internazionale sembra essere il Book on demand. L'auto pubblicazione o self-printing è un'offerta nuova per gli scrittori, soprattutto esordienti...
Il Book on demand o auto pubblicazione sembra essere l’ultima novità che colpisce il mercato editoriale: dall’America ora sta conquistando anche gli aspiranti scrittori italiani

MILANO – Dopo l’avvento del digitale, l’ultima frontiera dell’editoria libraria internazionale sembra essere il Book on demand. L’auto pubblicazione o self-printing è un’offerta nuova per gli scrittori, soprattutto esordienti: attraverso piattaforme sempre più diffuse di pubblicazione aperta, è ora possibile costruire e pubblicare il proprio manoscritto, in cartaceo o in digitale, in piena autonomia rispetto al sistema editoriale. Impostosi radicalmente negli USA, il Book on demand sta ormai prendendo piede anche in Italia: a testimoniarlo gli ultimi dati relativi alle ricerche di Bookrepublic e AIE – Associazione Italiana Editori.

BOOK ON DEMAND O SELF PUBLISHING? – In origine il termine Book on demand stava ad indicare una prerogativa degli editori, che avevano la possibilità di usufruire del digitale, in sostituzione ad una stampa off line, più appropriata per le alte tirature. Esso consisteva quindi – così come vuole il nome stesso – in una stampa su richiesta: l’editore stampava in digitale un numero di copie pari alla richiesta che gli veniva inviata dal pubblico lettore. Ora invece il Book on demand si è trasformato in uno strumento a disposizione di quegli scrittori che, ricevuto parere negativo da parte del mercato editoriale, oppure desiderosi di gestire in piena autonomia la pubblicazione dei loro libri, decidono di auto prodursi attraverso una pubblicazione fai da te. E’ chiaro quindi che il termine ha perso il suo significato originario per assumere quello più corretto di self-publishing.

LO STUDIO AIE – Nello studio AIE dal titolo emblematico di “Self-publishing o Self-printing”, presentato lo scorso giugno durante la giornata internazionale di studio sull’innovazione tecnologica nell’editoria Editech 2012, Giovanni Peresson ragionava su una questione fondamentale: nel fenomeno del self-publishing scompare del tutto l’attività di editing, che consiste sostanzialmente nel lavoro redazionale e grafico, e nel non trascurabile aspetto del marketing. Considerando tutti questi elementi fondamentali al fine di una pubblicazione di qualità, venendo essi meno durante il processo di auto pubblicazione, la conclusione è che sarebbe più appropriato a questo punto parlare di self-printing.

SELF-PRINTING MADE IN USA – Oltre alla questione controversa del termine, indicatore di un processo nuovo e in via di sviluppo, lo studio AIE ragionava sulla diffusione dell’auto pubblicazione negli USA, dove questo fenomeno è stato altresì agevolato dal largo riscontro avuto dal libro digitale. I dati mostrano un incremento del 58% dei testi in self-publishing, che nel 2010 erano 133.036, mentre nel 2011 sono passati ad un valore di 211.269. Ad accreditare questi risultati è stato anche lo studio presentato al convegno internazionale di editoria digitale IfBookThen, promosso lo scorso febbraio da Bookrepublic e A.T. Kearny, nel quale si evinceva che da aprile 2011 a gennaio 2012, dei 100 libri più acquistati su Amazon, circa 20 erano auto pubblicati. Come sottolineava Marco Ferrario, co-fondatore di Bookrepublic, la quantità di download di libri auto pubblicati è stata pari al 3-5% del mercato complessivo degli e-book e il self-publishing ha provocato una perdita di fatturato per gli editori USA tra il 70 e i 120 milioni di dollari.

L’AUTO PUBBLICAZIONE IN ITALIA – Sempre secondo lo studio presentato ad Editech 2012, la situazione italiana sarebbe più difficile da misurare. Nel 2011 sembra che l’Agenzia Isbn abbia rilasciato quasi 2.000 codici direttamente ad autori per le loro auto pubblicazioni. Identificando almeno 88 strutture tra tipografie, service, micro realtà editoriali, piccole case editrici che offrono la possibilità agli autori di auto pubblicare il proprio libro o di farne la versione eBook, la stima prudenziale dei titoli da esse gestiti è pari ad un valore di circa 3.300 unità, un 5-5,5% dei titoli attualmente in commercio. Si tratta principalmente di testi di narrativa (36,1%), poesie (20%), racconti (10,2%), auto pubblicati in misura maggiore in Lombardia (19%), Lazio (17,4%) e Campania (9,6%). La presenza di auto pubblicazioni in Italia è ancora più significativa se si valutano i dati riferiti ai titoli pubblicati e alle copie vendute, sia digitali che cartacee, presenti nel catalogo dei principali portali che offrono servizio di auto pubblicazione: lampidistampa offre 1.193 titoli in catalogo, di cui 142 pubblicati solo nel 2011; ilmiolibro ne offre invece 17.210 (il 52% fiction), Lulu 7.012 titoli di narrativa, di cui 3.427 in formato eBook, il 51,2%, 249 di narrativa horror (53% eBook); 575 gialli (52% eBook); 324 di romantic fiction (51% eBook).

23 ottobre 2012
 

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