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Il massacro del Circeo nel nuovo libro di Pierre Adrian, “I bravi ragazzi”

Scopriamo insieme “I bravi ragazzi”, l’ultimo romanzo di Pierre Adrian ispirato ai fatti del massacro del Circeo.

Disponibile in libreria dallo scorso 12 maggio, “I bravi ragazzi” è l’ultima fatica di Pierre Adrian, giovane scrittore francese già insignito di importanti premi letterari.

“I bravi ragazzi”, edito da Gremese, si ispira ai terribili fatti del Circeo, che hanno scosso il comune laziale di San Felice Circeo alla fine dell’estate 1975, quando 2 giovani amiche romane, Donatella Colasanti (1958-2005) e Rosaria Lopez (1956-1975), furono attirate con l’inganno da Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira in una villa di proprietà della famiglia di quest’ultimo, col pretesto di una festa.

Qui, in un luogo quieto e isolato, i tre ragazzi – provenienti da agiate famiglie romane – torturarono le 2 vittime per un giorno e una notte, fino a provocare la morte di una delle ragazze, Rosaria.

“I bravi ragazzi” di Pierre Adrian

Roma, 1975. Nella dolce atmosfera di fine estate, tre giovani dei quartieri alti incontrano due ragazze del popolo. La simpatia reciproca si fa subito gioiosa e piena di promesse: insieme, flirtano al ritmo della musica nei caffè, si scambiano battute e si ripropongono di incontrarsi ancora.

Di lì a poco, Alberto, uno dei tre, invita le ragazze a una festa che si terrà a Lavinio, sulla costa laziale. Maria Grazia e Raffaella accettano volentieri, lusingate e fascinate da una frequentazione che forse le porterà via dal modesto quartiere in cui vivono con le loro famiglie.

Durante il viaggio, però, scoprono con crescente apprensione che la destinazione in realtà è un’altra: una sontuosa villa isolata sul promontorio del Circeo – lì dove la mitologia omerica colloca la dimora della maga Circe e ambienta l’oscuro sortilegio che trasformò in maiali i marinai di Ulisse.

In questo romanzo, Pierre Adrian rielabora liberamente uno dei fatti di cronaca più efferati che l’Italia abbia mai conosciuto, insieme evocando gli anni di piombo e di Pasolini, la fine dell’infanzia, l’esplosione dei sensi e la scoperta del corpo, la musica degli anni Settanta e i paesaggi come set cinematografici.

Pierre Adrian esplora anche la complessità delle relazioni tra i sessi, il divario tra le classi sociali, le ingenue aspettative dei più deboli e il cinismo che talora si annida tra le pieghe delle esistenze più fortunate. Nel tiepido autunno del 1975, tre “bravi” ragazzi dei Parioli si resero responsabili di un delitto insensato e ripugnante. Quasi come se, scrive l’autore, Circe avesse posato gli occhi su quella villa per lanciare ancora una volta la propria oscura maledizione: trasformare gli uomini in animali.

 

Pierre Adrian

Pierre Adrian, classe 1991, è cresciuto vicino Parigi, ha studiato storia e giornalismo e attualmente vive a Roma. Nel corso degli anni, ha ottenuto importanti riconoscimenti: nel 2016 il suo libro d’esordio, “La pista Pasolini”, è stato insignito del Prix des Deux Magots e del Prix François-Mauriac indetto dall’Académie Française, mentre nel 2017 Adrian ha vinto il Prix Roger-Nimier con “Des âmes simples”.

A soli 24 anni, Pierre Adrian ha infatti attirato su di sé l’attenzione di innumerevoli lettori, che hanno cominciato a conoscere e apprezzare l’autore grazie a “La pista Pasolini”, un romanzo in cui il narratore si immerge in un viaggio letterario alla scoperta della vita di Pier Paolo Pasolini e dei motivi per cui questo importantissimo intellettuale possa essere ritenuto un punto di riferimento per i giovani di oggi.

Pierre Adrian, che attualmente collabora anche con alcune riviste, fra le quali l’inserto culturale Le Figaro Littéraire, ha pubblicato nel 2020 “Les bons garçons”, approdato nelle librerie italiane con il titolo “I bravi ragazzi” lo scorso maggio, in un’edizione curata da Gremese e tradotta da Franco Ferrini.  

 

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