Sei qui: Home » Libri » Autori » Hervé Le Tellier, “Nel mio libro racconta il nostro ‘doppio’ tra reale e virtuale”
salone del libro di torino

Hervé Le Tellier, “Nel mio libro racconta il nostro ‘doppio’ tra reale e virtuale”

Vincitore del premio Goncourt, l'ultimo romanzo di Hervé Le Tellier dal forte impianto sperimentale combina una trama labirintica a una varietà di interrogativi morali complessi.

L’anomalia” di Hervé Le Tellier, pubblicato da La nave di Teseo e candidato al Premio Strega europeo 2021 è stato presentato al Salone del Libro di Torino in un incontro con Cesare Martinetti. Si tratta di un romanzo a forte impianto sperimentale che combina una trama labirintica a una varietà di interrogativi morali complessi. Dopo una partenza in sordina, grazie alla vittoria del premio Goncourt, il libro ha superato le 820.000 copie vendute in Francia a inizio gennaio eguagliando, in quanto a cifre e successo di pubblico, il fenomeno Duras.

Attualmente è in corso di traduzione in 34 paesi e ne è da poco stato annunciato un adattamento a puntate per la televisione. La cosa non sorprende, dato che L’anomalia ha tutti i presupposti della narrazione seriale contemporanea: tanti e diversi personaggi che creano un effetto corale, a più voci, unito a una struttura avvincente e mai banale, che mantiene una tensione ascendente per tutto l’arco della storia lasciando il lettore con il fiato sospeso sino alla battuta conclusiva.

Hervé Le Tellier tra simulazione e creazione letteraria

“Non volevo scrivere una favola – dice lo scrittore francese – ma far sì che il lettore, davanti a una situazione inverosimile, venisse portato a trovare una soluzione scientifica di pari passo con l’aspetto virtuale, tanto che nel mio libro faccio riferimento a Nick Bostrom che insegna a Cambridge e nel 2000 ha elaborato la teoria della simulazione”. “Non sviluppo le idee di questa teoria ma gli aspetti principali: il potere crescente che hanno oggi le macchine e la natura stessa del nostro cervello. Quello che era interessante era trovare un parallelismo tra la teoria della simulazione e la creazione letteraria dove io vado a creare dei personaggi che vengono simulati ma che il lettore accetta come personaggi reali”. Questo è evidente nell’ultimo capitolo del romanzo, il più metaletterario, in cui il lettore giunge a chiedersi: ‘ma è veramente un libro’?”

Una trama ispirata al doppio

La premessa che dà origine alla narrazione di Hervé Le Tellier è alquanto temeraria e si colloca nel genere moderno della fiction fantascientifica. Un volo Air France Parigi-New York atterra due volte: lo stesso identico volo, ma a tre mesi esatti di distanza. I passeggeri dovranno così scontrarsi con i loro doppi, ciascuno con un altro se stesso sbucato dal nulla che, però, ha vissuto tre mesi in meno o in più di vita durante i quali può essere cambiato tutto, oppure tutto può ancora cambiare. L’attesa di scoprire come l’autore scioglierà l’enigma del “doppio” porta il lettore a divorare pagine su pagine, trascinato da una trama incalzante come non se ne leggevano da tempo e ammaliato da una curiosità sana e vorace che la letteratura dovrebbe essere sempre capace di suscitare.

“Nell’estate del 2018 ho sviluppato l’idea di una storia basata sul confronto del doppio e ho fatto un lavoro mai fatto prima: di solito quando si scrive un romanzo si parte da un personaggio che poi viene calato in una situazione. Io ho fatto l’inverso. Sono partito dalla reazione che ciascun personaggio aveva davanti al proprio doppio. Siamo passati dall’assassinio, al sacrificio, alla collaborazione, alla fraternità e anche all’indifferenza. Io se mai mi confrontassi con il mio doppio non arriverei mai ad ucciderlo. Però se parto dall’idea che devo arrivare all’assassinio devo trovare un personaggio che possa arrivare a questo tipo di reazione ed ecco quindi che il mio personaggio diventa un killer. Mi sono ritrovato a distribuire i ruoli per creare queste diversità di situazioni. Sono partito da un personaggio che era un sicario, oppure da una donna avvocato che ama un uomo che si trova difronte a un’altra donna che è lei stessa” racconta lo scrittore che ha creato otto, nove situazioni molto diversificate.

Il gioco dei rimandi letterari

“Per me era importante che il lettore non si perdesse e ho ancorato ciascuno personaggio a un genere letterario. Non mi sono spinto però verso il romanzo sperimentale ai massimi livelli. ‘Che cos’è l’essenziale nella vita?’ è la domanda che pongo al lettore” sottolinea Hervé Le Tellier. Romanzo complesso dove la letteratura sfida la logica, la scienza, tutto quello in cui crediamo, “L’anomalia” si muove su due livelli. “Quello che ho voluto fare è mettere il lettore davanti a una domanda: che cosa avrei fatto se fossi stato a confronto con me stesso e con il doppio di me stesso con tre mesi di differenza? E se avessi una seconda chance nella vita, che cosa farei? Mi troverei forse in una situazione che per me diventerebbe inesplicabile? La seconda idea è legata a questa mia proposta che definirei ‘esperienza di pensiero’: non solo il confronto con il sé e con il proprio doppio ma cosa significa nel mondo reale il confronto con questo se”. E seguendo la metafora dello sdoppiamento si arriva “all’illusione della nostra unicità”.

Questi continui riferimenti mettono all’erta il lettore che ha ben chiari quali siano i presupposti della narrazione: non tanto una trama distopica o di genere fantasy, quanto piuttosto un meta-romanzo che si serve dell’espediente letterario per provocare e analizzare più approfonditamente il reale. Lo afferma anche il personaggio dello scrittore nella parte centrale della storia, quando dichiara di voler intitolare il suo prossimo libro “Se una notte d’inverno duecento quarantatré viaggiatori”, un omaggio al nostro Calvino che non può certo sfuggire e che racchiude la ragion d’essere dell’esperimento narrativo di Hervé Le Tellier.

Alessandra Pavan

© Riproduzione Riservata